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Asl, 19 gli indagati

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Giuseppe Aloisio

Giuseppe Aloisio

Roberto Angelucci

Roberto Angelucci

Andrea Bianchini

Andrea Bianchini

Bar della Cittadella della salute, centro diabetologico, casa di cura di Nepi.

Sono solo alcuni dei filoni della maxi-inchiesta Asl. Un’indagine per corruzione, concussione, truffa e abuso d’ufficio iniziata più di tre anni fa e alla quale la Procura ha messo un punto la settimana scorsa.

I 24 indagati, 19 persone fisiche e cinque società, riceveranno nei prossimi giorni gli avvisi di conclusione delle indagini.

Tra questi, spiccano i nomi dell’ex manager della Asl Giuseppe Aloisio e del suo successore Adolfo Pipino, attualmente al vertice dell’azienda sanitaria locale viterbese. Ma anche imprenditori del calibro di Umberto Maria MarcocciaRoberto e Fabio Angelucci.

Gli altri sono il consulente strategico di Aloisio Mauro Paoloni e dirigenti come Andrea Bianchini (direttore dell’unità e-procurement), Massimo Foglia (dirigente dell’unità operativa Accsi) e Renato Leoncini (direttore dell’unità organizzativa acquisto e vendita prestazioni sanitarie). E poi, ancora, i promotori dell’associazione Aureas Giampaolo e Francesco Marzetti e gli imprenditori Gianluca Parroccini (responsabile dell’unità locale 1 di Civita Castellana della società interinale Ali), Alfonso Lisi (amministratore della società Probar), Ferdinando Morabito (amministratore di fatto della Lavin), Luciano Facchini (amministratore delegato della Servizi Italia Spa), Rita Cortas (direttore generale Abbott). E infine Paolo Botti (delegato di zona della Abbott), Gemma Stasi (delegata alla gestione degli appalti con le pubbliche amministrazioni per conto della società Lavin), Francesco Pesce Delfino (responsabile del reparto riabilitazione della casa di cura di Nepi).

Cinque le società nel mirino della Procura: Abbott Srl, Servizi Italia Spa, Gruppo Rori Srl (degli Angelucci), Ali Spa e Centro Diaz Srl (di Marcoccia).

Sotto la lente dei magistrati, alcuni appalti che, per l’accusa, sarebbero stati pilotati. Affidati dalla vecchia dirigenza della Cittadella della salute con procedure poco trasparenti per favorire società predestinate. Il tutto in cambio di maggiore prestigio e potere politico.

Al centro delle indagini, l’acquisizione dell’attuale sede della Cittadella della Salute, ma anche l’istituzione del centro diabetologico nella clinica Santa Teresa e le consulenze a Mauro Paoloni, braccio destro dell’ex direttore generale Aloisio.

Nei prossimi venti giorni, gli indagati dovranno valutare, tramite i propri legali, se presentare memorie difensive o chiedere di essere sentiti dai pubblici ministeri. Il passo ulteriore spetterà alla Procura, che dovrà formulare le eventuali richieste di rinvio a giudizio.


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