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Carnevalriciclo, le maschere con i materiali “da buttare”

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L'assessore Galati alla festa del Carnevalriciclo

L'assessore Galati alla festa del Carnevalriciclo

– Chi afferma che il carnevale sia solo e semplicemente un momento di scherzi e allegria si sbaglia, a dimostrare il contrario ci hanno pensato gli allievi della scuola primaria del primo circolo Alessandro Volta, partecipando al progetto intitolato “Carnevalriciclo” pensato e organizzato da Leonardo De Angeli e Isabella Grossi.

L’idea di avvicinare i bambini al mondo del riciclaggio, diversificando l’aspetto ludico da quello morale, utilizzando appunto materiali riciclati e oggetti dismessi per la confezione dei loro abiti di carnevale, si è trasformata, grazie alla guida di maestre sensibili a questo argomento e alla loro dedizione come educatori, in un progetto estremamente preciso, durato circa tre mesi e conclusosi ieri 21 febbraio, con la premiazione di tutte le mascherine, presenziata dall’assessore Vittorio Galati del Comune di Viterbo e coronata da una meravigliosa festa di carnevale.

I bambini, spiega la maestra Patrizia Improgno, presente, quale rappresentante del corpo docente della scuola Alessandro Volta, si sono avvicinati con entusiasmo e grande curiosità alla scoperta dell’arte del riciclaggio, hanno preparato i modelli dei loro abiti, ne hanno scelto la consistenza, hanno sperimentato la duttilità dei materiali, ritrovandosi così, piccoli chimici e grandi stilisti.

Il risultato davvero eccellente ha lasciato stupefatti gli stessi organizzatori e l’assessore Galati, il quale ha elogiato il lavoro svolto, ricordando agli allievi l’importanza della capacità di gestire le nostre materie prime, per evitare sprechi e per mettere un freno, anche attraverso piccoli gesti quotidiani, all’inquinamento del nostro ambiente.

Abiti fatti con carta da regalo, buste per i rifiuti, tappi di bottiglie, piatti, bicchieri di plastica, cartone, scampoli di stoffa e persino utensili da cucina, si sono trasformati in abiti di carnevale talmente curati, da non avere nulla da invidiare alle maschere cucite dall’alta sartoria.

Così elegantissime spose, fate, principesse, guerrieri, aborigeni, tavoli apparecchiati sacchi di rifiuti, e persino splendide statue, si sono divertiti e tuffati in una allegra e genuina festa di martedì grasso e hanno lasciato, per ricordo del carnevale uscente, un bellissimo messaggio di inventiva e fantasia rivolto a tutti noi.


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