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Crisi del settore, presentata la vertenza

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Riceviamo e pubblichiamo – La situazione del commercio a livello nazionale e a Viterbo è sempre più grave e per comprenderlo basta ricordare il dato delle 28mila aziende chiuse a livello nazionale e delle duemila circa a livello regionale dall’inizio dell’anno.

“La scorsa settimana – ricorda il presidente Vincenzo Peparello – è stata lanciata, in una conferenza stampa molto viva alla quale ha partecipato anche il presidente regionale Valter Giammaria, la vertenza commercio sullo stato di crisi del settore”.

Il commercio, infatti, non riesce più a svolgere quella funzione di ammortizzatore occupazionale con i circa 40mila espulsi dell’ultimo anno, che fino adesso aveva garantito, soprattutto nel settore delle piccole imprese, la creazione della maggior parte dei posti di lavoro stabili.

La mancanza di credito erogato dalle banche alle imprese che nel corso del 2011 ha registrato un -40%: è solo un ulteriore campanello di allarme di crisi del settore che sta generando la chiusura giornaliera di imprese e la perdita di posti di lavoro.

“Occorre riprendere una battaglia – sottolinea Vincenzo Peparello membro dell’assemblea nazionale Confesercenti -, che ribadisce come la confederazione tutta sia ormai impegnata anche tramite il lavoro di rappresentanza di R.E.T.E. imprese Italia nella persona del presidente di turno Marco Venturi, a riportare la questione del commercio al centro dell’azione politica a tutti i livelli amministrativi”.

Anche in questi giorni si è dimostrato con la questione richiesta impropria del canone Rai per uso della rete, di pc e di smarthphone, come gli imprenditori debbano sempre mostrare attenzione per non essere risucchiati da meccanismi perversi che ne compromettono lo sviluppo. La questione è stata chiarita per il pronto interevento delle associazioni e di Rete imprese Italia a livello nazionale ma occorre potenziare l’agire comune sul territorio al fine di offrire sempre meglio e tempestivamente tutti i supporti alle imprese in questo particolare momento.

Dobbiamo intervenire sempre di piu verso il sistema bancario non rischiare che le circa 200mila imprese commerciali del Lazio, intacchino i patrimoni (per mancanza di credito bancario) mettendo a rischio la sopravvivenza dell’impresa stessa.

La grande distribuzione non è la risposta a questa emorragia se si pensa che su 35 espulsi dalle pmi solo uno viene riassunto dalla grande distribuzione. Occorre quindi essere attenti e pronti a contrastare ogni ulteriore indebolimento delle imprese, collaborando fra imprese, reti di impresa, rappresentanza datoriale e sindale e sistema istituzionale di riferimento.

Confesercenti Viterbo


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