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Gli Angelucci chiedono di pagare i fornitori

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Roberto Angelucci

Roberto Angelucci

La Cittadella della Salute, sede della Asl

La Cittadella della Salute, sede della Asl

Sequestro conti RoRi, gli Angelucci chiedono di pagare i fornitori.

Non stanno a guardare i legali di Fabio e Roberto Angelucci. Dopo il sequestro dei conti correnti del gruppo RoRi, gli avvocati dei due imprenditori coinvolti nell’inchiesta Asl hanno presentato le loro richieste ai pm titolari del fascicolo.

Non pretendono il dissequestro. Chiedono solo di poter saldare le fatture in scadenza. Anche un semplice ritardo potrebbe, infatti, paralizzare le loro attività.

A rischio, dopo il blocco dei conti, sarebbero tanto gli stipendi dei dipendenti, quanto il pagamento dei fornitori.

Da oggi alla fine del mese, la società presieduta dagli Angelucci dovrà far fronte a una serie di scadenze, tra cui quelle dei medicamenti e dei tamponi sterili. Ritardare il saldo significherebbe rischiare l’interruzione delle forniture per le cliniche del gruppo, la Nuova Santa Teresa e la casa di cura di Nepi. Con inevitabili ripercussioni sulla qualità dei servizi sanitari.

Sulla richiesta degli Angelucci, il parere dei pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci potrebbe arrivare anche in giornata.

L’accusa più grave contestata ai due imprenditori è quella di truffa. In relazione a quest’ultima, i magistrati viterbesi hanno ottenuto dal gip Salvatore Fanti il sequestro conservativo dei conti. Un provvedimento finalizzato a ricercare e congelare quei 21 milioni e 696mila euro di rimborsi dalla Asl che, per l’accusa, gli Angelucci avrebbero ottenuto indebitamente.

Per gli imprenditori resta sempre la possibilità di farsi interrogare dai sostituti procuratori. Una mossa che gli avvocati valuteranno dopo aver consultato l’immensa mole di documenti a carico degli indagati. Si parla di qualcosa come 50 faldoni, per un totale di oltre 10mila pagine.

La Procura, nel frattempo, attende l’esito del ricorso d’appello al tribunale della libertà, sulla custodia cautelare in carcere chiesta dai pm per alcuni indagati e respinta dal gip. I tempi, in questo caso, saranno più lunghi: i giudici del Riesame potrebbero impiegare anche alcune settimane per decidere.


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