– Sarebbe stata fissata per il 22 maggio l’udienza in Corte d’Assise d’appello, a Roma, per il processo Gradoli.
E’ la nuova indiscrezione che trapela sulla vicenda giudiziaria di Paolo Esposito e Ala Ceoban, i due amanti-cognati condannati all’ergastolo con l’accusa di aver ucciso la 36enne moldava Tatiana Ceoban e la figlia 13enne Elena, scomparse da Gradoli il 30 maggio 2009.
L’avviso non sarebbe ancora stato notificato agli avvocati degli imputati, ma nei corridoi del tribunale la notizia circolava già ieri mattina.
Il giudizio d’appello apre la seconda fase del processo a Esposito e alla Ceoban. La sentenza di primo grado fu emessa il 13 maggio 2011. La Corte d’Assise viterbese presieduta da Maurizio Pacioni, a latere Eugenio Turco, condannò i due amanti all’ergastolo, isolamento diurno per un anno, interdizione perpetua dai pubblici uffici e provvisionale da 50mila euro.
L’accusa era quella di duplice omicidio e occultamento di cadavere. Il movente, il sogno di una vita insieme, ostacolato, secondo i giudici, dalla presenza di Elena e Tatiana che vivevano sotto lo stesso tetto di Esposito.
Dal canto suo, la difesa ha sempre insistito sul mancato ritrovamento dei corpi di madre e figlia, che lascerebbe aperta, per gli avvocati, la possibilità di una fuga volontaria. E poi, ancora, la fumosa ricostruzione della dinamica dei delitti, l’arma mai trovata, il sangue trovato nella villetta di via Cannicelle. Poco e più facilmente riconducibile a incidenti domestici avvenuti in cucina che non a un omicidio.
Argomenti già elencati nei ricorsi presentati dagli avvocati. La battaglia legale ricomincerà, ora, davanti alla Corte d’Assise, stavolta a Roma.




