– Un cane aggressivo, che ringhiava e abbaiava a chiunque. Eppure, quel 3 febbraio 2010, quando la sua padrona Marcella Rizzello veniva uccisa in casa, nessuno lo ha sentito.
E’ tornata a battere su questo punto la difesa di Giorgio De Vito, unico imputato al processo per l’omicidio della 30enne di Civita Castellana Marcella Rizzello.
Stella, il pastore tedesco della vittima, si è ritrovato di nuovo protagonista di un’altra udienza, svoltasi oggi nell’aula della Corte d’Assise viterbese. Cinque sui nove testimoni ascoltati hanno definito “aggressivo” il cane di Marcella e del compagno Francesco. Ma nessuno lo ha sentito abbaiare, come era solito fare, il giorno del delitto. Perché? L’avvocato di De Vito, Enrico Valentini, lo chiede e se lo chiede dall’inizio del processo. Possibile che un estraneo sia entrato in casa Rizzello senza che l’aggressiva Stella lo abbia attaccato?
Sul banco dei testimoni è comparso anche un uomo che non conosceva Marcella, ma si trovava spesso a passare nelle vicinanze della sua casa. Qui, qualche settimana prima del delitto avrebbe notato la donna (riconosciuta solo successivamente, guardando la foto sui giornali) che saliva sulla Bmw di un non meglio precisato individuo con i capelli a spazzola, che non era il compagno della vittima.
Per il resto, almeno un terzo dell’udienza è stato occupato dalla ricostruzione della scena del delitto, attraverso le diapositive delle innumerevoli macchie di sangue trovate nella camera da letto in cui Marcella fu uccisa.
L’udienza proseguirà domani, per sentire gli ultimi undici testimoni.



