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Il Comune si scorda le celebrazioni…

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Riceviamo e pubblichiamo – Il Pdl Acquapendente ricorda e celebra il “Giorno del Ricordo”.

“La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli Italiani e di tutte le Vittime delle Foibe, dell’esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del Confine Orientale”. (Art. 1 Legge 3003/04 n.92).

Il Comune di Acquapendente e tutto il Consiglio comunale si sono “scordati” di celebrare un importante ricorrenza della Repubblica Italiana: “Il Giorno del Ricordo”. Non ci stupiamo.

Viviamo in un Comune che non ha voluto onorare (ma ci ha pensato la Provincia) i caduti italiani a Nassirya negandone ignobilmente il tributo per ben due volte, un Comune che si “dimentica” la ricorrenza della morte di Fausto Dionisi aquesiano ucciso dalle brigate rosse e in fretta e furia ne riappiccica la targa vandalizzata da molti anni, un Comune che celebra continuamente con monumenti piazze e vie la scomparsa della giornalista catanese Grazia Cutili, che con Acquapendente c’entra niente.

Perché questo Comune celebra giornalisti sconosciuti catanesi, ma snobba eroi locali come Dionisi e ignora completamente il martirio di cittadini aquesiani come Augusto Bacchi e Otello Bigerna? A loro vanno intitolate le vie e i monumenti e non a chi con Acquapendente ha niente a che fare. Questo modo di fare che danneggia e umilia la comunità aquesiana ha letteralmente schifato molti cittadini, che continuamente si recano alla sede Comunale del Pdl, a denunciare la totale mancanza di etica e dignità istituzionale dell’amministrazione aquesiana, poiché le feste della Repubblica per legge vanno celebrate tutte.

“Il Giorno del Ricordo” commemora oltre 20mila connazionali italiani uccisi nei gulag o gettati spesso ancora vivi nelle foibe dal 1943 al 1947, altri 350mila costretti all’esilio dalle natie di Istria, Fiume e Dalmazia, per sfuggire alla morte e alla repressione messa in atto dai partigiani jugoslavi comunisti di Tito.

Militari, carabinieri, finanzieri, fascisti, antifascisti, partigiani bianchi e rossi contrari a Tito, civili, gente comune, donne e bambini e vecchi, tutti con un’unica colpa: essere italiani che non vogliono sottomettersi al regime comunista jugoslavo.

Tra i 18 viterbesi accertati vittime dell’eccidio, spiccano due aquesiani: Augusto Bacchi, nato ad Acquapendente il 20/04/1920, Guardia di Finanza della sesta Legione Trieste. Prelevato il 2 maggio 1945 da partigiani comunisti sloveni spalleggiati da partigiani comunisti italiani fedeli a Tito, dalla caserma di via Udine a Trieste. Deportato in Jugoslavia e deceduto nel gulag di Borovnica il 26/6/1945 in seguito alla fame e alle sevizie subite.

Otello Bigerna, nato ad Acquapendente il 5/10/1887. Civile. Ragioniere impiegato presso la prefettura di Gorizia. Prelevato a San Pietro di Gorizia il 13/9/1943 da partigiani comunisti sloveni e italiani fedeli a Tito. Scomparso nelle foibe, non è stato mai più ritrovato.

Il termine “foiba” è una corruzione dialettale del latino “fovea”, che significa “fossa”; le foibe, infatti, sono voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall’erosione di corsi d’acqua; possono raggiungere i 200 metri di profondità. In Istria sono state registrate più di 1.700 foibe. In queste profondità della terra sono stati gettati decine di migliaia di corpi, spesso persone ancora vive incatenate insieme, tutti italiani, vittime delle persecuzioni del regime comunista jugoslavo del dittatore Tito.

Il 10 febbraio “Giorno del Ricordo”, anche la comunità aquesiana ha avuto propri martiri da ricordare.

Pdl Acquapendente coordinamento comunale
Club Aquesio Pdl
Club della Libertà Pdl
Club Forza dei viterbesi Pdl


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