Riceviamo e pubblichiamo – L’ “Alessandro Farnese” di Caprarola (Vt) va in scena anche quest’anno nel fine settimana del 23, 25, 26 e 27 febbraio, prevedendo il doppio spettacolo sabato 25.
Non è stata una scelta facile quella di proporre un copione, figlio dell’estate 2011, originale e innovativo, infatti, le battute, le emozioni, i brandelli di gioia e l’emotività dello scorso anno sono ancora vivi e risuonano nei nostri cuori, aleggiando come spiriti buoni nelle nostre menti di formatori, di educatori e di insegnanti. Ben 60 studenti e un buon numero di ex-alunni diplomati hanno risposto al richiamo del Teatro: 25 ballerine, 20 attori, due cantanti, 10 costumisti, tre musicisti, tre tecnici audio e video hanno permesso di allestire un’imponente nuova compagnia teatrale, anche se nessuno è un professionista nel campo, né vuole esserlo, perché in loro c’è soltanto la voglia di una sfida sana e produttiva al fine di superare le personali paure interiori, la timidezza, l’imbarazzo che preghiamo di voler comprendere e condividere con loro, applaudendo senza remore, perché quello sarà l’alimento più importante per l’incoraggiamento dei giovanissimi uomini e donne.
Un’opera sviluppa un racconto epico-gotico-fantasy pensata e scritta dal professor Aldo Bellocchio e messa in piedi dal Team della stessa Compagnia teatrale dell’Ipseoa, professoressa Alessandra Roscani, aiuto regista, dalle costumiste professoressa Luigina Santini e Maria Cristina Bigarelli, dall’ aiuto costumi Michael Bruziches, Angela Tacchi, Maurizio Baffo,dal curatore del montaggio video Jacopo Bellocchio, dalla violinista professoressa Anna Folliero, dai fantastici collaboratori scolastici il maestro d’arte Andrea Centofanti, che ha curato le meravigliose scenografie, e Roberto Carassai che, come lo scorso anno, ha curato tutta la parte tecnica, logistica e umana e due ex alunni Giorgia Alemanni, che ha curato la coreografia, e a Luca Marcucci,, interprete di Rugantino.
Dopo il successo roboante di “Rugantino New Generation”, Bellocchio osa “creare” dialoghi, battute in italiano, in dialetto e in lingua straniera, atmosfere, coreografie, scenografie, grafica, balletti, costumi e musiche, trasformismo, contorsionismo, make-up e accessori “home-made”….. e quatto quatto arriva l’entusiasmo della performance che prende la mano e coinvolge emotivamente e culturalmente gli studenti in un amalgama di sensazioni, sfondi scuri o vivaci colori, creature forti o delicate, terribilmente legnose o tenere e leggere, raggi di luce bluastra, esplosione di colori con abbinamenti di musiche ritmiche, melodiose, tonanti, dolci o reppate, boschi e sottoboschi, cascate e montagne lontane, percorsi real-fantastici che accomunano la vita del palco e fuori di esso in uno slancio di esilarante e sacra ironia determinata e inscindibile dalla realtà assurda e bieca del male che neanche questa volta sarà vincitore, perché dovrà cedere il passo al buonsenso dell’esistenza, al ritrovato buon umore e alla crescita interiore dell’essere.
La fantasia non è soltanto per i bambini, ma anche per gli uomini che da bambini hanno sognato un regno dove si sono sentiti amati e una volta adulti ne traggono vantaggio continuando a farlo senza lasciarsi andare a incubi malvagi e pericolosi.
Il musical è ambientato in un istituto alberghiero e mette in luce, in chiave ironica, “vizi e virtù” del mondo scolastico. Infatti, la scuola è sempre presente con le sue peculiarità, le abitudini, le divise e Caprarola è il centro del racconto con il suo bosco e i suoi prodotti.
All’interno di questa cornice si sviluppa un racconto epico-gotico-fantasy dove agiscono, si muovono, combattono, lottano personaggi “verosimili” e il bene vincerà nei confronti del male (inteso, quest’ultimo, come apatia, bullismo, violenza, ignoranza, etc). Il momento topico dello spettacolo è rappresentato dal ricevimento finale con l’allestimento di una serata di gala durante la quale verranno offerti prodotti tipici del luogo (dolci tipici, nocciole, etc.).
L’opera, infatti, mette in piedi personaggi che agiscono nella Scuola dell’ “Alberghieroland” e dopo una parodia sul primo giorno dell’anno scolastico, con la descrizione di alunni e insegnanti, tutti si ritrovano protagonisti di una storia magica, incantata” e straordinariamente interpretata e vissuta. Nell’opera tutti sono protagonisti, i personaggi infatti si muovono in un racconto orizzontale pieno di vicende fantastiche e suggestive.
Il musical è curato con immagini multimediali, effetti speciali, costumi, luci, musiche e verrà eseguita anche la tecnica del metateatro. Come in tutti i racconti fantastici ci sono principi, principesse, maghi e streghe cattive, personaggi del bosco e sirene, ma poiché il testo è inedito, non si può dire di più.
Se però anche quest’anno la Compagnia Teatrale “A. Farnese” è in scena è merito di tutti i componenti del nostro Istituto, un ringraziamento particolare va alla nostra preside Andreina Ottaviani che ha sempre creduto e sostenuto questo progetto, al vicepreside Ugo Sani, sempre presente e premuroso con tutti gli attori, al Dsga Laura Mosca; a tutta la segreteria e a tutti i nostri insegnanti.
Il gruppo è numeroso, unito e fortemente motivato, l’intera compagnia si è vista anche durante le vacanze natalizie per portare in scena il 23, 25, 26, 27 febbraio 2012 “Le Cronache di Caprarol” presso le Scuderie di Palazzo Farnese, a Marzo la tournée prevede la tappa al Teatro San Leonardo di Viterbo e a Maggio di nuovo a Caprarola in località La Paradisa, dove sarà ripetuta la bellissima esperienza dello scorso anno.
“Le Cronache di Caprarol” saranno rappresentate per l’ultima volta a maggio nella splendida cornice del Palazzo Farnese.
“Le Cronache di Caprarol” vorranno essere l’intima evoluzione del progresso dell’uomo attraverso la lotta tra il bene e il male che pone la sfida primaria per lo sviluppo dell’intelligenza umana chiunque potrà diventare, attraverso la sofferenza, le difficoltà, l’amicizia e l’Amore, un principe, una principessa, un valoroso cavaliere o una splendida creatura volta al sole.
Aldo Bellocchio
Maria Cristina Bigarelli
Professori dell’Ipseoa di Caprarola