– Non si sente un passacarte, semmai commissariato. Parola di Adolfo Pipino. Dura la vita per un direttore generale Asl. Se c’è un piano regionale e non ti piace, comunque lo devi far applicare.
Pipino lo ha spiegato ieri in consiglio comunale, durante la seduta straordinaria richiesta dal Pd per capire di che male soffre la sanità viterbese. E se esiste una cura.
Francesco Serra (Pd) ha incalzato il direttore. Tutta la sanità in cento domande. E altrettante risposte.
Gli ospedali periferici. Chiusi? No, al contrario. “Semmai li ho aperti – spiega Pipino – quando sono arrivato, Ronciglione e Montefiascone erano di fatto chiusi. Li abbiamo trasformati in plessi dipendenti da Belcolle”.
A proposito della struttura centrale, il pronto soccorso ha un buon ritmo. “Gli accessi sono aumentati da 90 a 150, con punte di 220 nei mesi estivi, al giorno”.
Mentre ginecologia: “Siamo passati da 1205 a 1381 nascite e da 692 a 1050 interventi”. La chiusura del reparto a Civita Castellana era inevitabile. “Ha ha chiuso perché le nascite non arrivavano a 500 l’anno, limite che presto sarà portato a mille”.
Buone notizie sul fronte completamento Belcolle. “Il bando europeo per il blocco a3 sarà pubblicato al massimo lunedì”. Affidamento dei lavori entro luglio e conclusione ad aprile 2013. Salvo intoppi. Per una storia quarantennale, non si sa mai.
Facendo due conti: “Nel 2009 c’era una perdita di 83 milioni, oggi siamo scesi a dieci”. Per diabetologia qualche problema c’è. “Funziona benissimo – continua Pipino – l’imprenditore dove la struttura è ospitata ci sta facendo difficoltà. Cercheremo di superarle con un miglioramento del canone d’affitto, altrimenti troveremo un’altra sede”.
Per le liste d’attesa bisogna avere tanta pazienza. “E’ un problema – sottolinea Pipino – che non si esaurirà mai, serve maggiore educazione da parte dei medici di famiglia”.
L’esempio lo trova guardando all’attualità. “Con un forte dolore al ginocchio non si va in pronto soccorso, ci si rivolge al proprio dottore”.
Alvaro Ricci (Pd) ha puntato il dito sulla smobilitazione a Viterbo di neuropsichiatria, un fiore all’occhiello per il quale oggi mancano persino i professionisti medici e anche il Comune dovrebbe fare molto di più.
Insoddisfatta delle risposte Linda Natalini.
La medicina della Regione ha controindicazioni rischiose per la sanità a Viterbo. La macro aera favorisce Roma a discapito del territorio, spiega la consigliera Pd, poi c’è medicina protetta con personale insufficiente, per non parlare dei sofferenti psichici e la battaglia dell’associazione Afesopsit.
E’ stato istituito un tavolo regionale permanente, annuncia Pipino.
Si spera che sia operativo e non operatorio.
Giuseppe Ferlicca
