Riceviamo e pubblichiamo – Il gruppo consiliare del Pdl esprime la massima soddisfazione per la notizia data dal sindaco sull’imminente inizio lavori dei Contratti di quartiere II, il quale ha dichiarato “E’ una data storica quella del 15 febbraio 2012 per la città di Civita Castellana”.
Come al solito dobbiamo però evidenziare la solita caduta di stile dello stesso e di questa amministrazione di centrosinistra. Nella foga di elogiare i propri meriti, tutti da accertare, hanno omesso alcune informazioni sostanziali che crediamo sia il caso di comunicare.
I “Contratti quartiere II” è un progetto di riqualificazione urbana, nasce come idea nuova di città, viene finanziato dal ministero delle Infrastrutture e dalla Regione Lazio con un importo di 9 milioni di euro e progettato nelle due passate amministrazioni di centrodestra.
Nasce con la delibera di consiglio numero 4 del 2 aprile 2004, dove viene approvato il piano di recupero in variante al Prg per i contratti di quartiere II, finalizzato alla richiesta di finanziamento a fondo perduto proposto dall’allora assessore all’Urbanistica di cui leggiamo testualmente: “l’assessore Urbanetti illustra il progetto precisando che si tratta di uno studio di fattibilità per la partecipazione ad un bando di gara diretto ad ottenere un finanziamento statale e regionale per la riqualificazione di aree disagiate.
Si tratta di un’operazione che ha lo scopo di riqualificare gli alloggi popolari, di costruzione di nuovi parcheggi sia pubblici che privati, e di eliminazione del passaggio della linea ferroviaria dall’attuale collocazione. C’è inoltre l’accordo con la regione per la costruzione di una nuova stazione ferroviaria. Non partecipare a questa operazione risulterebbe certamente nocivo allo sviluppo futuro della città considerato altresì il costo contenuto della progettazione di 2.500,00 euro”.
In quella sede la sinistra civitonica rappresentata dall’attuale assessore al bilancio Paola Amicucci, allora all’opposizione, fu contraria al progetto e si astenne dichiarando: “Ritiene il progetto valido solo a livello puramente teorico e reputa l’amministrazione non lungimirante poiché non ha considerato l’ipotesi di affrontare preliminarmente il problema del potenziamento della linea ferroviaria e delle sue infrastrutture. Si tratta solo di una scelta finalizzata alla propaganda elettorale”.
Nel maggio 2005 il progetto definito dalla Amicucci “puramente teorico” divenne realtà, Civita Castellana fu, insieme ad altre poche città d’Italia tra cui Roma, finanziata con 9 milioni di euro, importo necessario per la realizzazione della copertura della trincea ferroviaria su via Mazzini, la realizzazione in località San Giovanni di incubatori d’impresa ed abitazioni per famiglie in difficoltà e la ristrutturazione funzionale di tutte la case popolari esistenti; dopo otto anni e tre amministrazioni si sta concludendo felicemente solo la prima fase del programma di riqualificazione urbana sopra descritta dall’allora Assessore Urbanetti.
Per la restante parte bisognerà trovare ulteriori finanziamenti, quindi anziché strombazzare meriti su di un progetto che avete anche osteggiato, vi consigliamo di attivarvi alacremente a cercare finanziamenti per completare il programma che con lungimiranza la giunta Giampieri aveva iniziato.
Come dire, le parole e i fatti sono pietre, la verità si può omettere ma non si può cancellare.
Anche noi riteniamo doveroso ringraziare tutti i dipendenti che hanno collaborato al progetto, ma anche ricordare due civitonici che si sono spesi coraggiosamente per sostenere l’iniziativa, il compianto Rodolfo Profili che per primo ebbe l’idea, supportata dalla raccolta di centinaia di firme, di chiudere la trincea ferroviaria, vista la carenza di posti auto su via Falisca, e Sergio Maestri, all’epoca dirigente della ME.TRO., ora in pensione,che convinse l’azienda ad autorizzare un progetto così complesso; infine anche altre persone non di centrodestra che senza preconcetti politici hanno sin da subito contribuito a realizzare questo sogno per la nostra città.
Egregio sindaco il 15 febbraio è certamente una data storica per tutti i civitonici che, avendo compreso meglio la vicenda, sapranno fare un confronto tra la precedente amministrazione di centrodestra, la quale con una variante urbanistica del costo di 2.500 euro ha ottenuto un finanziamento di 9 milioni di euro e la Sua amministrazione distintasi per la realizzazione della variante nella zona dell’ex complesso Zanganella, che non solo ha dato degli enormi vantaggi ad un privato ma che ha costretto i civitonici, con l’acquisto in quella struttura della nuova farmacia, a pagare un mutuo di circa un milione di euro per i prossimi dieci anni, che francamente in questo momento di grande crisi non se ne sentiva proprio il bisogno.
Francesco Urbanetti
Luciano Soldateschi