Riceviamo e pubblichiamo – A causa delle avverse condizioni meteo, c’è chi continua con gli annunci propagandistici.
E’ di due giorni fa la notizia che l’assessore Birindelli ha messo a disposizione 5000 quintali di fieno per il bestiame che si trova in zone isolate.
Proprio ieri mattina sentita personalmente la centrale operativa della protezione civile di Roma per conoscere in che modo e con quali tempi intendeva far fronte alle esigenze delle aziende più isolate, soprattutto nel Frusinate, l’incaricato, disponibilissimo, mi informa che è la Gurdia forestale che dovrebbe provvedere alla distribuzione coordinandosi con la protezione civile, ma non ha fieno a disposizione né in balloni né in sacchetti come inizialmente si era paventato. Aggiunge che purtroppo i produttori di fieno nel Lazio sono veramente pochi e non vi è la possibilità di reperirlo fuori regione per le difficili condizioni della viabilità.
L’operatore trasecola quando gli dico dei 5mila quintali di fieno che l’assessore ha messo a disposizione. Mi chiede anche dove l’avrei letto e si scrive il sito Internet che ne ha dato notizia nella nostra provincia.
La cosa mi lascia perplessa per non dire basita.
Prima di diffondere con tanta sicumera rassicurazioni così importanti per tanti allevatori, che del loro lavoro vivono, credo che si debba avere un meccanismo, non dico oleato, ma quantomeno capace di dare le prime seppure timide risposte.
So che sono arrivate alla centrale operativa della protezione civile dei preventivi di spesa da parte di alcuni comuni per l’acquisto di mangimi di mantenimento per il bestiame.
A tutt’ora però non è ben chiaro se ne verrà autorizzato l’acquisto e il relativo rimborso da parte della Regione.
Il bestiame, com’è ovvio, non può aspettare troppo, sono già passati diversi giorni.
Auspico che si gridi anche stavolta al fraintendimento, a invocare i celeberrimi difetti di comunicazione e che l’assessore Birindelli dimostri in tempi record gli intenti strumentali di qualcuno e provveda a dare concretezza agli impegni presi. Qualora non le fosse possibile, almeno autorizzi immediatamente gli allevatori, attraverso i comuni o le comunità montane, ad acquistare i mangimi di mantenimento nella certezza di essere almeno in parte rimborsati.
Questo in tempi congrui (prima che i capi muoiano) se non vogliamo peggiorare ancora di più la già fragile situazione economica del tessuto sociale regionale.
Luisa Ciambella
Consigliere al Comune di Viterbo

