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Maltempo, l’approccio deve essere serio e rigoroso

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Simonetta Badini

Simonetta Badini

Riceviamo e pubblichiamo – Martedì sera mi ha colpito quanto emerso nella trasmissione Rai “Ballarò” sui disagi che il maltempo ha causato nel nostro Paese. Il presidente di Telecom Italia Franco Bernabè, tra gli ospiti, ha asserito che ormai per gestire le eccezionalità e dunque le emergenze servono procedure rigide, costituite da regole e da una adeguata preparazione.

L’approccio deve essere serio, rigoroso e implica impegno costante. Il ministro dell’ambiente Corrado Clini, d’altro canto, ha confermato che queste emergenze non saranno più straordinarie e che si presenteranno con maggior frequenza negli anni a venire.

Il ruolo delle istituzioni territoriali, in particolare la tempestività e la previdenza dei sindaci nel monitorare questi accadimenti – è elemento saliente per non farsi cogliere impreparati e per attivare con celerità gli ingranaggi di intervento.

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha saputo porsi con sapienza rispetto al problema, cercando di prevedere e di programmare ex ante ogni cosa. Oggi si dice pronto a fronteggiare anche ulteriori possibili nevicate. Davvero un esempio di buona amministrazione e di gestione responsabile della cosa pubblica. Inoltre, insieme a organizzazioni di volontariato, il Comune si è preso cura di 1.700 senzatetto, mostrando grande senso di solidarietà e di coinvolgimento dei cittadini.

Questa interazione sembra mancare totalmente nel nostro territorio, ancora provato dalla neve, dove sono state riscontrate notevoli carenze negli interventi e poca collaborazione, tanto che il sindaco della città di Viterbo ha lamentato la esigua disponibilità di mezzi a disposizione.

Oggi e sempre più nel futuro queste calamità saranno molto frequenti e per farvi fronte è necessaria una seria collaborazione tra le istituzioni (a ogni livello) e la società civile. Serve creare e stimolare sinergie, confronti costanti, al fine di essere adeguatamente preparati e più organizzati. Quindi bisogna uscire dall’individualismo e iniziare a pensare con uno spirito più inclusivo. Il soggettivismo cui sono abituati i nostri amministratori è dannoso per la collettività.

E a questo punto anche per se stessi.

Simonetta Badini
Presidente Facciamorete – Associazione socio-culturale per lo sviluppo sostenibile dei territori


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