– Milioni di debiti per il fotovoltaico.
Problema che riguarda i parchi di Montalto di Castro, ma non solo. Ci sono anche quelli di Canino e Tarquinia, secondo il Messaggero. Le circa trenta imprese locali con oltre duecento dipendenti che ci hanno lavorato dovrebbero ancora ricevere dai sette ai dieci milioni di euro dalle ditte che hanno appaltato i lavori .
Vejo Iacobini, direttore tecnico del consorzio Cotir di Montalto, cui aderiscono venti imprese con un centinaio di dipendenti, racconta come stanno le cose. “Queste opere – afferma Icobini dalle pagine del Messaggero – sono state realizzate tramite un general contractor, che ha subappaltato ad altre imprese. Noi siamo entrati. Abbiamo fatto il nostro lavoro e una volta finito, i soldi non sono arrivati”.
Resta una parte da pagare alle ditte. “Manca almeno il 50 per cento – continua Iacobini – che fra tutti gli artigiani locali è quantificabile tra i sette e i dieci milioni. Se ne sono andati senza pagare”.
Le conseguenze sono devastanti. “Noi da soli – come dice il direttore tecnico del Cotir al Messaggero – dobbiamo ancora avere 1,8 milioni. Questo significa che siamo esposti con le banche e che i nostri dipendenti non prendono i soldi. Tra aziende coinvolte direttamente e indirettamente stanno nella stessa situazione circa trenta imprese con duecento dipendenti. Quasi tutte finiranno gambe all’aria”.
Al tribunale di Civitavecchia, intanto, sono state messe in piedi una trentina di cause tra penali e civili.
Anche il sindaco di Montalto di Castro Salvatore Carai sta valutando come agire nella vicenda. “Ci sono troppi passaggi di proprietà – ha affermato sempre dalle pagine del quotidiano il primo cittadino -. Il che lascia ipotizzare la premeditazione di una truffa. Sono arrivati e hanno sfruttato le ditte locali, hanno venduto a gente che a sua volta ha rivenduto, poi sono tutti spariti“.
La storia non è nuova. Nei giorni scorsi a Colleferro nel Reatino, sempre secondo il Messaggero, si è verificata la stessa situazione oggi in scena nella Tuscia. E con gli stessi soggetti, anche se in piccolo, perché in questo caso i debiti si aggirano sui due milioni. Le imprese hanno protestato con il Comune e il sindaco Mario Cacciotti ha quindi deciso di rivolgersi direttamente al Gse, gestore servizi energetici, del ministero dell’Economia e delle finanze.
