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Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore,
leggendo i quotidiani in questi giorni, tra le varie notizie di crisi e maltempo, si trova con costanza una pagina dedicata alla possibile candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 e, più o meno in tutti gli articoli, c’è la lista delle cose che sarebbero già pronte, quelle da ultimare e quelle da realizzare ex novo; tra i capitoli trattati c’è ovviamente quello delle infrastrutture e in nessun articolo, neanche per sbaglio, ho letto come possibile infrastruttura l’aeroporto di Viterbo ed i relativi collegamenti.
Ora mi chiedo se non sarebbe il caso, avendo un assessore all’aeroporto regolarmente stipendiato per questo, di infilarsi in questa partita già da subito, ponendo lo scalo viterbese al centro della trattativa.
Magari poi le olimpiadi si fanno a Baku e il tutto perde di significato, ma nell’ipotesi che la candidatura diventasse assegnazione, credo sarebbe il caso di farsi trovare pronti.
Concludo con una piccola divagazione. Ho letto dei trionfalismi per Viterbo città europea dello sport da parte dei nostri amministratori; essendo uno che lo sport lo frequenta ai massimi livelli mi sono già permesso di esprimere perlomeno le mie perplessità vista la totale inadeguatezza delle strutture sportive viterbesi.
Sempre leggendo gli articoli sulle olimpiadi ho notato che la maggior parte delle discipline hanno già una sede di svolgimento e mi chiedo come sia possibile che il comitato organizzatore, avendo a poche decine di chilometri da Roma una città europea dello sport, non abbiano pensato di sfruttarla neanche per una disciplina sperimentale…
Io credo che la partita delle Olimpiadi si dovrebbe cominciarla a prendere in seria considerazione a Viterbo già da ora; a sede assegnata credo che sarebbe troppo tardi.
Emanuele Aronne
