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Rapito, picchiato, legato e minacciato con un coltello

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carabinieri notte

Voleva terra e lavoro dal Comune. E quando ha capito che né il sindaco né gli uomini della sua giunta potevano aiutarlo, se l’è presa con uno di loro, Giuseppe Ciuchini.

Quella di venerdì, è stata una notte di terrore per l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Cellere, insultato, picchiato, rapito e minacciato con un coltello. Quattro ore di paura trascorse con il suo sequestratore Stefano Radicetti, 40enne di Cellere, disoccupato e ben noto alle forze dell’ordine per la sua lunga lista di precedenti tra risse, furti, minacce e danneggiamenti.

Dalle prime ricostruzioni dei carabinieri, Radicetti e Ciuchini si sarebbero incontrati intorno alle 20 in centro a Cellere. L’assessore sarebbe stato avvicinato nei pressi di un bar.

Radicetti avrebbe iniziato ad avanzare quelle che i carabinieri hanno definito “insane richieste”: un terreno comunale gratis, un posto di lavoro ecc. Il diniego dell’assessore ha scatenato la reazione incontrollata del 40enne, che ha ricoperto Ciuchini di insulti per poi picchiarlo selvaggiamente, ferendolo al viso e a un braccio, e costringendolo a seguirlo.

L’assessore è stato tenuto per almeno tre ore in casa del padre di Radicetti, con il suo sequestratore che, dopo averlo legato, gli avrebbe ripetutamente puntato un grosso coltello all’addome, lacerandogli i vestiti.

Verso le 23, il 40enne ha deciso di trasferire Ciuchini in un posto più sicuro per trascorrere la notte. E’ a quel punto che i carabinieri lo hanno rintracciato.

Allertati da alcuni passanti che avevano assistito all’aggressione di poche ore prima al bar, i militari hanno avviato le ricerche.

Sono arrivati in macchina fino alla strada d’ingresso al paese, la Gabelletta. Da qui, hanno dovuto proseguire per quattro chilometri a piedi, tagliando per i campi e sfidando la bufera. Era l’unico modo per raggiungere Cellere, isolata e sommersa da cumuli di neve alti anche tre metri.

Radicetti è stato trovato verso mezzanotte, mentre camminava indisturbato per le vie del paese, con l’assessore dietro di sé, ancora legato. Cercava di raggiungere il nuovo nascondiglio, una grotta fuori dal centro abitato dove avrebbe voluto portare Ciuchini.

Ha cercato di accoltellare i militari, che lo hanno bloccato dopo una breve colluttazione. Alla fine, portato in caserma, è stato arrestato per sequestro di persona, minaccia aggravata, porto abusivo d’arma – il coltello – e resistenza a pubblico ufficiale.

Detenuto nel carcere di Viterbo, resta, ora, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Quanto all’assessore è tornato a casa, con ferite lievi, ma in forte stato di shock.

Stefania Moretti


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