Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo inviato una lettera di chiarimenti al dottor Bifulco, al dottor Piermattei e al dottor Zucchi in merito alle problematiche del servizio di riabilitazione di Acquapendente, dove da circa cinque mesi l’attività fisioterapica ospedaliera e del distretto è stata riunita nei locali dell’ospedale, ma il nobile intento di razionalizzare la spesa e l’offerta si è scontrato con problemi organizzativi che vede i fisioterapisti costretti a lavorare privi di dispositivi sanitari e apparecchiature elettromedicali (lettini, ultrasuoni, magneto, laser, elettroterapia, infrarossi ) che sono rimasti inutilizzati nei locali del distretto.
In poche parole è stato unificato il servizio trasferendo il personale ma non le attrezzature.
Inoltre i nuovi locali non sono idonei a garantire la privacy dei pazienti e non esistono sale di attesa.
Abbiamo ricevute molte lamentele di pazienti che sono costretti a rivolgersi a strutture private (per via dei macchinari assenti l’attesa per le prestazioni è lunga oltre 6 mesi) o a recarsi presso l’ospedale di Orvieto dove oltre che fruire di un servizio completo, possono risparmiare anche sul ticket, al contrario della Regione Lazio che pagherà due volte (per l’inadeguato servizio acquesiano e per il rimborso all’Umbria).
Chiediamo l’intervento dei dirigenti di specifica competenza affinché sia posto velocemente rimedio a certi paradossali disservizi.
Comitato Pro ospedale Acquapendente