– La finanza sequestra 13mila ricci.
Nel quadro dell’attività di tutela del patrimonio ittico e ambientale condotta dal reparto operativo aeronavale della guardia di finanza, durante appositi servizi di prevenzione, nelle acque laziali, i finanzieri, nelle prime ore di questa notte hanno individuato, in due distinte operazioni di servizio due sub in immersione con attrezzature non consentite, nelle acque prospicenti il litorale di Santa Marinella.
Entrambi sarebbero stati sorpresi a pescare ricci di mare, pratica vietata nelle ore notturne (dal tramonto all’alba) in base alle normative vigenti.
La quantità pescata all’atto dell’intervento dei militari era già superiore ai 13mila esemplari, che rappresenta il sequestro più cospicuo dalle fiamme gialle, dal periodo considerato idoneo per la pesca degli echinodermi, da ottobre a febbraio.
Ai sub di origine pugliese, sono state sequestrate le attrezzature utilizzate per l’illecita pesca e il notevole quantitativo di ricci pescati che, ancora vivi, sono stati poi liberati in mare da una dipendente unità navale, in acque non interessate al depauperamento delle risorse ittiche costiere.
Nei confronti dei responsabili sono state contestate le violazioni di legge alla disciplina della pesca marittima, prevedendo la sanzione pecuniaria fino a 12mila euro, nonché la sospensione della licenza per i ristoranti che somministrano tali prodotti.
La guardia di finanza rammenta ancora una volta che la normativa vigente per la pesca sportiva vieta la raccolta di echinodermi mediante l’utilizzo di qualsiasi respiratore artificiale e che il quantitativo non deve comunque mai superare i cinquanta esemplari giornalieri per pescatore fino al tramonto, mentre durante la notte e fino all’alba la pesca agli echinodermi è vietata.
