– Si è conficcato un chiodo in testa, dopo il rifiuto della moglie a tornare con lui.
Così un uomo di nazionalità romena ha tentato, qualche giorno fa, di togliersi la vita. Ma non ci è riuscito. I medici dell’ospedale Belcolle lo hanno salvato per un soffio: pochi centimetri ancora e il chiodo gli sarebbe entrato completamente nella scatola cranica.
A spingerlo al gesto estremo, la disperazione per il secco no della moglie a riprendere la loro storia, interrotta dopo la partenza di lui per la Romania.
L’uomo era tornato proprio in questi giorni, per raggiungerla a Caprarola, dove la donna abita, sicuro di poter ricominciare da dove avevano lasciato. Ma di prenderlo in casa lei non ha voluto saperne e lui non l’ha accettato. L’ha pregata in tutti i modi di tornare insieme. Poi, non ottenendo risultati, è passato alle minacce: “O torni con me o mi ammazzo”, le avrebbe detto.
Lei, evidentemente, non gli ha creduto. Lui, invece, ci ha provato davvero. E con una grossa pietra usata a mo’ di martello, si è piantato il chiodo in testa. Dieci colpi che hanno spinto la punta di ferro fin dentro la scatola cranica per almeno tre millimetri, scheggiandone l’osso.
I medici del reparto di Neurchirurgia dell’ospedale Belcolle lo hanno operato per asportare il chiodo. L’intervento è riuscito e l’uomo è stato subito dimesso. Ora è in buone condizioni. Tra venti giorni dovrà togliere i punti applicati per chiudere la ferita.
L’uomo era, tra l’altro, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare per reati consumati in ambito familiare. Subito dopo le cure mediche è stato, quindi, arrestato dai carabinieri di Caprarola, guidati dal maresciallo Pelliccia.


