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Soriano, “Tra storia e memoria”

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–  Per le giornate di lunedì 6 e martedì 7 febbraio, a Soriano nel Cimino presso la sala consiliare del Comune, inizio ore 12, sono state organizzate due importanti iniziative nel segno del ricordo.

Lunedì sarà  la giornata della memoria, l’€™evento intitolato “€œTra storia e memoria”€, attraverso letture e riflessione, cercherà  di raccontare uno dei più grandi omicidi di massa del Novecento, la shoah. Non tutti sanno che il termine shoah in ebraico significa “€œdesolazione, catastrofe, disastro”€.

Nei campi di sterminio, attraverso camere a gas e altri terribili modi, morirono circa 11 milioni di persone, gli ebrei  furono 6 milioni e 8 mila gli italiani. E noto ormai, attraverso accurati studi, che 33 furono gli ebrei viterbesi deportati; sparsi fra Viterbo, Latera, Montefiascone, Bolsena, San Lorenzo Nuove e Soriano nel Cimino.

Arrestati subito dopo il telegramma del primo dicembre 1943, con il quale il ministero degli interi, ordinava che tutti gli ebrei residenti nel territorio nazionale dovevano essere inviati in appositi campi di stermino.

Diversi ebrei residenti nel viterbese infatti, furono condotti nel campo di concentramento di Carpi e Modena e da qui, probabilmente ad Aushwitz. L’€™olocausto quindi per la Tuscia non è solo cronaca di fatti avvenuti ma fa parte della sua storia.

Nella giornata di martedì invece, l’€™appuntamento è con il giorno del ricordo “€œFoibe, esodo e silenzio”€, in memoria delle vittime delle foibe e dal conseguente esodo istriano. Le foibe sono delle cavità  naturali, pozzi, presenti sul Carso, altipiano alle spalle di Trieste e dell’€™Istria.

Alla fine della seconda guerra mondiale i partigiani comunisti di Tito, gettarono, quindi infoibarono, migliaia di persone contrarie al loro regime, gente comune, italiani, sloveni, croati, ex fascisti. Legati in gruppi, con il fil di ferro, dopo la fucilazione del primo, cadevano, alcuni ancora vivi, in queste voragine, simili ad un imbuto rovesciato, che può raggiungere anche 200 metri di profondità .

Morendo spesso molto lentamente. Ancora oggi a distanza di 60 anni non è possibile dare un dato certo delle vittime poiché alcune cavità  sono irraggiungibili, si parla di 6mila-7mila persone uccise.

La parola silenzio usata nel titolo dell’evento dice molto, ricordare questi tragici eventi della nostra storia, con la presenza di tutte le classi medie terze del paese, ha come obiettivo da parte dell’€™amministrazione comunale, di raggiungere una maggiore consapevolezza su ciò che è stato.

Il vice sindaco Alessandro Troili, invita quindi tutti a partecipare, dichiarando che entrambe le celebrazioni saranno molto toccanti.


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