– Enrico Gasbarra ha fatto il pieno pure nella Tuscia ed è il nuovo segretario regionale del Pd. A Viterbo anche un po’ meglio rispetto alla media regionale: 82,87% contro l’81,88%.
“Siamo soddisfatti – dice Aldo Fabbrini, della commissione per le primarie – pensavamo che avremmo risentito dei problemi di questi giorni legati al maltempo, invece dodicimila persone venute ai nostri seggi è un ottimo risultato, anche se domenica mattina abbiamo cominciato male a causa della pioggia”.
Solo Roma nel Lazio è davanti per risultato ottenuto: 94,22%. Vittoria facile, vista l’ampia maggioranza che lo sosteneva, il difficile comincia da domani, quando si tratterà di mettersi al lavoro. Presumibilmente la scrivania del successore di Alessandro Mazzoli è già bella piena.
In linea con i risultati ottenuti nel Lazio, quelli di Marta Leonori, attestatasi oltre il 10% e Giovanni Bachelet, 7% e dintorni.
Nella Tuscia Gasbarra è riuscito in alcuni casi a sbaragliare completamente la concorrenza.
A Castel Sant’Elia, Cellere, Corchiano e Villa San Giovanni in Tuscia, tutti i voti sono andati a lui e ad Arlena di Castro il risultato pieno lo ha mancato di poco: 99,4%, così come a Canepina.
Ma non sempre si può vincere e a Calcata c’è stato il ribaltone. Marta Leonori ha ottenuto il 96,77% dei consensi e Gasbarra si è fermato al 3%.
La Leonori batte tutti pure a San Lorenzo Nuovo, con il 93,7% e il nuovo segretario fermo al 2%.
A Ischia di Castro, invece si è imposto Bachelet con l’89%, con Gasbarra al 6%. Che però si rifa nei centri più grandi. A Montalto di Castro, Montefiascone e Vetralla è sopra il 90%, ad Acquapendente è all’80%, mentre a Tarquinia non arriva al 50%, tallonato da Bachelet al 41,5%.
Oltre 11.500 i votanti, con un risultato fra tutti che spicca. Quello relativo a Canepina.
Hanno votato in 1252, praticamente dieci in meno rispetto a quelli che si sono recati alle urne tra Viterbo città e frazioni (1262).
Sui Cimini fa molto bene anche Vignanello (936 votanti).
Dalla montagna al lago, pochi a Bolsena. Solo 81 e tra i comuni di media grandezza pure a Bagnoregio sono stati democraticamente pigri: solo 40. Cellere e Tessennano (anche per le dimensioni dei centri) sono i fanalini di coda. Venti in tutto i votanti per ciascun comune.
