– Bloccati i conti del gruppo Rori.
Sono sotto sequestro i conti correnti del gruppo Rori, la società facente capo a Roberto e Fabio Angelucci, gli imprenditori della sanità indagati nell’ambito della maxi-inchiesta Asl.
Il sequestro conservativo era stato chiesto dai pm titolari del fascicolo, Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci. Ed è l’unica loro richiesta accolta dal gip del tribunale di Viterbo Salvatore Fanti.
Le altre, carcere per alcuni indagati e sequestro di parte della clinica Santa Teresa, sono state respinte e, in entrambi i casi, la Procura ha impugnato l’ordinanza di rigetto del gip.
Roberto e Fabio Angelucci sono padre e figlio, rispettivamente presidente e vicepresidente del gruppo Rori e titolari della gestione della casa di cura di Nepi.
L’accusa più grave, mossa loro dalla Procura, è truffa. Reato di cui deve rispondere anche il responsabile del reparto riabilitazione della casa di cura nepesina Francesco Pesce Delfino.
Secondo i magistrati, la struttura avrebbe chiesto alla Asl rimborsi che non le spettavano. Come si legge sull’avviso di conclusione delle indagini, notificato ai 19 indagati, le prestazioni sanitarie della casa di cura erano “in realtà non corrispondenti alle definizioni e ai limiti normativi indicati dalle linee guida del ministro della Sanità […] in quanto i trattamenti sono stati praticati per una durata giornaliera media nettamente inferiore ai suddetti limiti”.
In pratica, per l’accusa, poteva succedere che interventi in regime di day hospital fossero registrati come ricoveri di lungodegenza. In questo modo, Angelucci e Delfino “inducevano la Asl in errore e a erogare a titolo di rimborso somme non dovute”. I rimborsi in questione ammonterebbero a oltre 20 milioni di euro. Ed è proprio nei conti congelati dagli investigatori che si ricerca questa somma, provento della presunta truffa.
L’importo, precisamente, sarebbe “pari a 5 milioni 585mila euro per l’anno 2006, a 5 milioni 707mila euro per l’anno 2007, 5 milioni 970mila euro per l’anno 2008, 4 milioni 434mila per l’anno 2009”. Un totale di 21 milioni 696mila euro cui si aggiungono i 7 milioni 210mila euro – il 70% dei rimborsi ottenuti tra il 2008 e il 2009 – “rappresentato dalle somme non dovute erogate dalla Asl di Viterbo al Cra di Nepi a titolo di rimborso per le relative prestazioni, effettuate in violazione dei requisiti previsti dalle linee guida sulla riabilitazione”.

