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Marijuana coltivata in acqua

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Le piante di marijuana con i termostati per la temperatura e l'umidità

Le piante di marijuana con i termostati per la temperatura e l'umidità

Le lampade sequestrate

Le lampade sequestrate

Il capitano della compagnia di Tuscania Massimo Cuneo

Il capitano della compagnia di Tuscania Massimo Cuneo

I ventilatori sequestrati

I ventilatori sequestrati

La conferenza stampa dei carabinieri

– Una vasca d’acqua distillata, lampade per riscaldare, termostati per misurare l’umidità e ventilatori per areare (fotocronaca * video).

Era tutto l’occorrente che serviva per coltivare marijuana con una tecnica nuovissima, nella quale le piante sono immerse in acqua invece che radicate nella terra, e finora mai smascherata in tutto il Lazio.

La scoperta è stata fatta dai carabinieri della compagnia di Tuscania, guidati dal capitano Massimo Cuneo, dopo una perquisizione in casa di un 36enne di Tarquinia, S. S., residente a Montalto di Castro, che è quindi stato arrestato.

“Gli uomini di Montalto del maresciallo Sebastiano Zampone – ha spiegato durante la conferenza stampa il capitano Cuneo – hanno seguito e poi fermato il 36enne, originario di Tarquinia, e durante la perquisizione in casa hanno scoperto un sistema di coltivazione della marijuana assolutamente innovativo e d’avanguardia che per la prima volta viene scovato in un paese del Lazio“.

Secondo questo sistema, infatti, invece di piantare i semi di canapa indiana nella terra, si utilizza l’acqua. “In pratica – continua Cuneo – in casa era stata installata una vasca che veniva riempita di acqua distillata. Qui venivano fatte crescere le piantine senza alcun bisogno di terra. Con questo sistema, tra l’altro, la coltivazione avveniva più velocemente e il principio attivo dello stupefacente era più che duplicato”.

La cura delle piante era seguita in maniera molto precisa e scrupolosa. “L’acqua della vasca – aggiunge Cuneo – veniva cambiata circa una volta a settimana e doveva trattarsi di acqua rigorosamente distillata. In casa, infatti, S. S. aveva provveduto a fare una scorta di taniche, anche queste sequestrate durante la perquisizione. C’erano, poi, diversi termostati, misuratori di umidità, lampade alogene per il riscaldamento e ventilatori per areare la stanza. Tutti accorgimenti che permettevano di creare il clima ideale alla crescita della piantagione”.

Oltre al sistema di coltivazione i carabinieri hanno sequestrato anche alcune piante già pronte. “In casa c’erano una quindicina di piante di marijuana – conclude Cuneo – con un fusto alto oltre mezzo metro probabilmente già pronte ad essere essiccate”.

S. S., di professione muratore e agricoltore, è stato fermato e portato nel carcere di Civitavecchia dove la Procura ha già convalidato l’arresto con l‘accusa di coltivazione illegale di sostanze stupefacenti.


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