– Quando il giudice ha annunciato loro la morte di Ausonio Zappa – notizia poi risultata non vera -, i rapinatori non hanno retto alle lacrime.
Due dei quattro giovani romeni tra i 19 e i 25 anni, arrestati dopo la rapina a Bagnaia di mercoledì notte, sono scoppiati a piangere, all’interrogatorio di ieri mattina davanti al gip Francesco Rigato.
L’82enne pestato e rapinato in casa è ancora ricoverato a Belcolle. In coma, ma vivo. La falsa notizia della sua morte, diffusasi ieri in tribunale, durante l’udienza di convalida degli arresti, ha fatto tremare i polsi ai quattro ragazzi, che hanno visto la loro posizione aggravarsi in un attimo. L’accusa poteva passare da tentato omicidio a omicidio, oltre a dover rispondere di rapina aggravata e sequestro di persona.
L’udienza a porte chiuse è andata avanti per oltre due ore, cercando di ricostruire, per bocca degli arrestati, la drammatica notte della rapina. Prima il tentato furto alla scuola elementare Canevari di Viterbo. Poi, la decisione di mettere a segno un colpo nella villa di Zappa. L’idea sarebbe venuta all’unico dei quattro che aveva avuto rapporti più stretti con l’82enne e la sua famiglia: sei anni prima, la madre era stata assunta come badante della suocera di Zappa.
Due sono rimasti in macchina. Gli altri hanno forzato la porta d’ingresso e sono entrati. La loro posizione è la più delicata: sono stati loro a pestare a sangue l’anziano. In aula, si sarebbero incolpati a vicenda, smentendo la circostanza della spranga. Zappa, a loro dire, sarebbe stato solo preso a pugni, e non colpito con un tubo di ferro. Nessuna spiegazione, invece, sul perché di quella ferocia. Anche se a scoppiare in lacrime, alla notizia non vera della morte dell’ottantenne, sono stati proprio i due che lo hanno fatto finire in coma.
Per tre di loro, gli avvocati Marina Bernini e Virna Faccenda hanno chiesto gli arresti domiciliari. Il difensore del quarto, Roberto Delfino, si è invece rimesso alla decisione del gip per la posizione del suo assistito. Uno solo è incensurato. Gli altri avrebbero tutti piccoli precedenti per furto.
Fuori dall’aula, una piccola folla di amici e parenti degli arrestati, tra cui anche le compagne di almeno due dei quattro ragazzi. Hanno aspettato composte in corridoio per tutta la durata dell’udienza, con le stesse facce giovani, tese e disperate. Una spingeva una carrozzina con una bimba di pochi mesi dentro. Un po’ singhiozzavano, un po’ chiedevano consigli agli avvocati, in attesa della pronuncia del gip che, però, non è arrivata.
Sul destino dei quattro, il giudice Rigato scioglierà le riserve solo oggi. Entro le 10,30 di stamattina si saprà se e chi resterà in carcere o andrà ai domiciliari.







