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– “Bisogna tirar fuori la voglia di lottare”.
Questo è lo spirito con il quale Oberdan Biagioni, appena nominato mister della Viterbese, ha intenzione di affrontare le prossime sei partite che separano la squadra dalla fine del campionato.
“Mi piace lavorare sul campo – spiega Biagioni – quindi cosa riuscirò a fare lo scoprirò solo sul campo. Mi rendo conto di arrivare ormai a un punto nel quale la squadra è demotivata e, soprattutto, i giocatori non sono stati scelti da me anche se molti di loro li conosco e so che sono dei bravi professionisti.
Farò il possibile, ma la cosa principale, la cosa che pretendo, è che questi ragazzi lottino e si diano da fare per questa maglia e per questa società che non gli ha mai fatto mancare niente”.
Oberdan Biagioni ha una lunga carriera come calciatore prima e come allenatore poi. Il suo “battesimo” in serie A lo ha avuto nel Foggia, allora allenata da Zeman. E proprio lo schema di Zeman è quello che ha ancora nel cuore e quello che vuole portare a Viterbo.
“Seguendo lo schema di Zeman – continua – mi piace giocare con il 4-4-3, ma ovviamente arrivando qui a fine stagione dovrò prima testare le caratteristiche principali dei giocatori e se non sono adatti a questo userò altri schemi. Il punto non è questo. Il punto, come ho già detto, rimane la voglia di fare che spero i ragazzi mi dimostrino”.
Quanto al suo predecessore, Alessandro Conticchio, Biagioni dimostra tutta la sua stima. “Ho parlato con Alessandro – aggiunge -. E’ stato molto carino e disponibile con me. Credo che abbia fatto il possibile e che poi abbia deciso di abbandonare per il bene della Viterbese quindi questo non può che fargli onore“.
Dello stesso parere anche l’attuale presidente della società Carlo Graziani e il direttore sportivo Maurizio Manfra. “Alessandro Conticchio ha dimostrato professionalità e impegno – commentano – ma la squadra, non possiamo negarlo, è ormai piatta, senza stimoli. I giocatori non lo seguivano più e lui ha fatto solo ciò che poteva”.
Quanto ai giocatori sui quali Biagioni vuole puntare ci sono i soliti nomi, Majella, Nocerino e Vegnaduzzo, ma senza dimenticare i giovani e i giovanissimi della Primavera. “In campo scendono quelli che lavorano durante la settimana – conclude Biagioni – che siano già grandi campioni o che siamo quindicenni bravi”.





