– “Non può prevalere l’individualismo”.
Nando Gigli non nasconde la sua preoccupazione sul raddoppio della Cassia. Per il presidente della commissione regionale Lavori pubblici tutelare gli interessi dei singoli senza tenere conto del vantaggio per l’intero territorio è un rischio troppo grande. Da evitare.
Le osservazioni dei Comuni e, ora, della Soprintendenza continuano a frenare sul progetto. Per Gigli, invece, bisogna andare avanti.
Ha manifestato delle perplessità sulla realizzazione della Cassia. Come mai?
“Ci sono una serie di difficoltà che mi preoccupano – afferma Gigli -. Mi riferisco alle osservazioni dei Comuni che contestano il progetto. E adesso anche alle riserve della Soprintendenza. Tutte cose che mi auguro possano essere superate. Sono passati tanti anni e ancora non si riesce a vedere la fine di questa opera”.
L’assessore regionale ai Lavori pubblici Luca Malcotti, nei giorni scorsi, ha detto che si andrà avanti con il progetto. E’ così dunque?
“E certo che è così – afferma convinto -. Vorrei vedere che ci si fermasse. A volte, però, soddisfare il singolo rischia di allontanare dalla soluzione di un problema. Il raddoppio della Cassia è talmente importante che non si può andare dietro alle aspettative di ognuno. L’individualismo non deve prevalere sull’importanza di un’opera che potrebbe essere decisiva per lo sviluppo economico di un intero territorio”.
La conferenza dei servizi di giovedì scorso ha bocciato il raddoppio?
“Non ero all’incontro – precisa -. Sapevo ci sarebbe stato, ma non sono stato informato sulla data. Ho letto comunque le dichiarazioni dell’assessore Malcotti e mi pare non ci sia stata una vera bocciatura. Sono solo state sollevate delle riserve e sono state fatte delle osservazioni. Oggi, a Roma, mi informerò più dettagliatamente. Sarebbe una sciocchezza pensare di abbandonare la realizzazione dell’opera o ridefinire il tracciato. Si rischia ogni volta di ricominciare da capo”.
Di chi sono le responsabilità più grandi in questo ritardo?
“Più che responsabilità direi che la ragione del ritardo sta nella mancanza di risorse finanziarie. Non è che adesso ce ne siano ed è anche per questo che, incontrando i sindaci, ho detto più volte di fare attenzione. Sollevare problemi e difficoltà sul tracciato, in qualche modo contribuisce a dare ragione a chi non ha interesse a realizzare l’opera. Prima si definisce il progetto e prima si può avviare un’azione decisa per reperire le risorse necessarie”.
E i Comuni che ruolo hanno in tutto questo?
“Capisco che i sindaci debbano ascoltare i loro cittadini e che allo stesso tempo siano portati a sollevare delle questioni, specie se un’opera passa sul proprio terreno. E’ una cosa vecchia come il mondo. Però chi guida un’istituzione ha anche responsabilità politico istituzionali e a volte deve trascurare alcune obiezioni a favore di un’opera che porterà vantaggi a un intero territorio. Non è possibile soddisfare tutti quelli che ritengono di dover modificare qualcosa, altrimenti si ferma tutto. Così non se esce”.
In definitiva, per lei, qual è la soluzione?
“In settimana verificheremo le osservazioni della Soprintendenza e dei Comuni, poi vedremo cosa fare – conclude -. Non è possibile accontentare tutti. L’opera mi auguro vada avanti. Le obiezioni sono legittime, ma rivedere ogni volta l’iter non è nell’interesse generale”.
