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Centrale a biomasse, sequestrati i documenti in Provincia

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Piero Camilli

Piero Camilli

Paolo Gianlorenzo

Viviana Tartaglini

Sulla centrale a biomasse di Grotte di Castro la Procura vuole vederci più chiaro.

Ecco perché il pm Massimiliano Siddi ha disposto il sequestro dei documenti riguardanti la conferenza dei servizi sulla costruzione dell’impianto, svoltasi nella sede della Provincia.

Il sequestro è stato eseguito ieri mattina gli agenti della polizia stradale.

Il provvedimento è stato emesso nell’ambito dell’inchiesta per tentata estorsione sui due giornalisti: Paolo Gianlorenzo e Viviana Tartaglini.

L’intenzione degli inquirenti è quella di ricostruire l’intero iter amministrativo inerente la realizzazione dell’impianto. Un argomento che, per la Procura, è legato a doppio filo alla presunta tentata estorsione al sindaco di Grotte Piero Camilli.

A tirare in ballo la centrale sarebbe stato proprio uno degli inquisiti, Paolo Gianlorenzo, direttore di un quotidiano locale denominato L’Opinione.

Nella denuncia sporta contro di lui da alcuni colleghi si legge che per la costruzione del futuro impianto a biomasse, realizzato dagli editori di Gianlorenzo, aveva inizialmente dato l’ok anche Camilli. Ma il sindaco ha fatto marcia indietro dopo la conferenza dei servizi, quando, visionando il progetto, si rese conto che “si trattava di portare sul territorio più di 500mila quintali di fanghi provenienti da tutta Italia”, come dichiarato dallo stesso Camilli a Tusciaweb.

Per Gianlorenzo e per i suoi editori sarebbe un’occasione persa. E il direttore lo avrebbe fatto capire senza mezzi termini, durante una riunione con i soci della cooperativa editrice del suo giornale. “Il signor Piero Camilli c’ha truffato 200mila euro” avrebbe detto Gianlorenzo, secondo quanto riportato nella querela dei suoi colleghi. E poi ancora su Camilli: “E’ un bandito nostro nemico e se possiamo ammazzarlo, e se qualcuno c’ha la possibilità di trovare qualcosa per ammazzarlo, portatemelo a me“.

Non a caso, il sindaco di Grotte è considerato una delle vittime della presunta tentata estorsione contestata a Gianlorenzo. Vittima come il consigliere regionale Francesco Battistoni.

Tanto Camilli quanto Battistoni hanno presentato degli esposti in Procura. Esposti che hanno messo in moto gli inquirenti e fatto partire l’indagine su Gianlorenzo e la collega Viviana Tartaglini, legale rappresentante la cooperativa editrice dell’Opinione.

L’indagine è solo all’inizio e promette sviluppi che potrebbero presto tradursi in nuovi avvisi di garanzia.




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