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Centro diabetologico, la decisione è vicina

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La clinica Santa Teresa

La clinica Santa Teresa

Roberto Angelucci

Fabio Angelucci

Giuseppe Aloisio

Giuseppe Aloisio

Mauro Paoloni

Il pm Stefano D'Arma

Il pm Stefano D'Arma, titolare dell'inchiesta insieme al collega Fabrizio Tucci

Si avvicina a grandi passi la decisione sul sequestro di parte della clinica Santa Teresa.

Domani il collegio dei giudici del tribunale di Viterbo, presieduto da Gaetano Mautone (a latere Eugenio Turco e Rita Cialoni), dovrà pronunciarsi sul ricorso in appello dei magistrati Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, titolari della maxi-inchiesta Asl.

Tra gli indagati, anche gli imprenditori della sanità Fabio e Roberto Angelucci, padre e figlio, titolari della Santa Teresa e della casa di cura di Nepi.

Il gip Salvatore Fanti aveva respinto la richiesta dei pm di sequestrare il centro diabetologico e quello di fisiochinesiterapia. Entrambi all’interno della Santa Teresa ed entrambi istituiti “in assenza della prescritta autorizzazione regionale”, come scrivono i magistrati nell’avviso di conclusione delle indagini.

Dopo il no del gip, la Procura ha fatto ricorso in appello. L’udienza, fissata il 14 febbraio davanti ai giudici del tribunale viterbese, è slittata al 6 marzo per un errore di notifica degli atti.

Qualora la richiesta fosse accolta, sarebbero solo i locali che ospitano i due centri a finire sotto sequestro. La Asl si è già impegnata a garantire assistenza agli 8mila malati che usufruiscono giornalmente del centro diabetologico. La struttura sarebbe solo trasferita.

Del Gruppo RoRi, facente capo agli Angelucci, i pm avevano già ottenuto il sequestro dei conti correnti. Le altre richieste sono tuttora al vaglio dei giudici. Non solo quella sui sigilli alla Santa Teresa, ma anche le ordinanze di custodia cautelare avanzate per quattro degli indagati e respinte dal gip.

L’arresto era stato chiesto per Roberto Angelucci, per l’ex direttore generale della Asl viterbese Giuseppe Aloisio, per il suo consulente strategico Mauro Paoloni e per il titolare della società Ali Gianluca Parroccini.

In questo caso, a decidere saranno i giudici del tribunale del Riesame di Roma, una volta fissata l’udienza.


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