– Il 5 aprile, presso il Palazzo Zenobio di Venezia, s’inaugura la mostra d’Arte visiva “Linguaggi D’Arte” di Massimo De Angelis (Demas).
L’esposizione dell’artista è patrocinata da: Città di Venezia, Regione Veneto e Galleria Chigi. L’artista viterbese, viene presentato in catalogo da uno scritto di Vittorio Apperti:
“… bello vedere un bambino che sorride di fronte ad una mia opera… ”.
In questa frase è racchiuso il cuore artistico di Demas, la sua empatia con l’innocenza che appartiene a chi non ha ancora conosciuto l’artificio della civiltà.
Demas condivide il primitivismo della grande tradizione espressionista dal quale trae il motivo del totem, sia quando evoca il verticalismo dei pali totemici, sia quando insiste sul tema del cavallo, uno degli animali-simbolo che lega l’uomo alle forze invisibili della natura, ma anche logo spirituale del Cavaliere azzurro di Kandinskij, Marc e gli altri.
Questo orecchio teso all’interiorità è ben rappresentato dal tema del mare.
C’è sempre stata una certa attrazione di Demas per il mare, nei suoi velieri, nelle concrezioni di sassi raccolti sulle spiagge ma anche nel modo febbrile di accostare pennellate, forme, colori e talvolta elementi materici, con la stessa necessità del moto instancabile del mondo liquido.
Il gesto è sempre sostenuto da un’urgenza la cui motivazione però sfugge: quei marinai arrampicati sugli alberi dei velieri che fendono le onde, quei cavalli, inscindibilmente legati nel nostro immaginario ai lunghi spostamenti, non hanno a portata di vista alcuna meta. E’ la condizione dell’uomo moderno la cui isola non può essere Itaca ma quella “che non c’è”.
Questo non significa che la creazione artistica si debba fermare alla forma casuale, sgorgata dal sentimento interiore e accolta con lo stupore del bambino, perché subito dopo la metà apollinea dell’artista interviene affinché ogni elaborazione possa trovare la sua soluzione felice: quella febbrile ricerca, sempre insoddisfatta, appartiene infondo ad un destino che conviene accettare.
Con preghiera di pubblicazione
Silvio Merlani