Riceviamo e pubblichiamo – Dopo mesi di attesa e a seguito della manifestazione dei Lavoratori Ceramisti di Civita Castellana presso il Ministero dello Sviluppo Economico del 28 febbraio scorso, si è tenuto un incontro in Regione Lazio tra gli assessori Zezza e Di Paola, rispettivamente per le politiche del lavoro e per le attività produttive, e le Organizzazioni sindacali, le associazioni degli imprenditori, la Prov. di Viterbo, i sindaci dei Comuni del distretto Industriale di Civita Castellana al fine di ricercare possibili soluzioni alla pesante crisi che ha già determinato la perdita di circa 2000 posti di lavoro.
Le parti presenti al tavolo hanno rappresentato la drammaticità della situazione presente nel Distretto Industriale, determinata in particolare dalle crescenti difficoltà delle aziende per accedere al credito, dal calo dei consumi, dal calo di ordini dal mercato internazionale, dalla concorrenza dei paesi low cost, con circa 1900 lavoratori costretti ad utilizzare gli ammortizzatori sociali (Cig, Mobilità, Contratti Solidarietà ecc…) su un totale di circa 2900 occupati.
L’unica voce fuori dal coro è rappresentata da Unindustria che ha affermato : “non siamo al capezzale di un moribondo” minimizzando cosi gli effetti che la crisi sta determinando sulle imprese e sull’occupazione e dimostrando scarso interesse al rilancio dell’industria dell’intero distretto di Civita Castellana.
Sono stati anche rappresentati agli assessori, i riflessi negativi che l’attuale riforma previdenziale determina in questo distretto industriale, poiché lavoratori precoci e usurati con oltre 38 anni di contributi non avranno più un reddito da lavoro, ne gli ammortizzatori sociali e l’assegno pensionistico, perdendo cosi ogni capacità di sostentamento.
Le proposte avanzate sono state quelle di provvedere rapidamente a rendere adeguate le infrastrutture attraverso l’ammodernamento e la corretta manutenzione della viabilità di collegamento con l’autostrada A1 e al porto di Civitavecchia, il rilancio della ferrovia di collegamento con la capitale, la realizzazione della banda larga, la realizzazione di iniziative per il commercio elettronico (e-commerce).
Occorre poi favorire l’aggregazione tra le imprese per mettere in comune alcuni servizi abbattendo i costi attuali, internazionalizzare i prodotti, rilanciare la formazione e la ricerca, la rivalutazione del patrimonio culturale e turistico quale ulteriore fonte di possibile sviluppo imprenditoriale e occupazionale, costituire un centro di formazione specifico per le presse ad alta pressione utili per prodotti igienico sanitari, costruire una apposita area fieristica, migliorare l’accessibilità al credito, valorizzare il sistema produttivo attraverso la definizione di un marchio di alta qualità dei prodotti ceramici locali con tracciabilità del prodotto.
I sindacati hanno anche posto all’attenzione dei due assessori presenti la necessità di unire gli sforzi fra le istituzioni, coinvolgendo il Ministero dello Sviluppo Economico, che si è reso disponibile a favorire il rilancio produttivo del distretto,con la possibilità di mettere in campo interventi di sostegno normativo e finanziario più consistenti da affiancare alle disponibilità della Regione Lazio, anche rivedendo l’accordo sullo stato di crisi già definito nel 2007, con scadenza 2013, per il quale furono individuate apposite risorse finanziarie.
I due assessori hanno dichiarato che sarà riconvocata una nuova riunione tra circa un mese per tornare sui temi del rilancio di Civita Castellana con maggiore incisività ed entrando meglio nel merito dei singoli progetti di sviluppo.
La Regione Lazio favorirà gli interventi utili per sostenere i livelli occupazionali anche attraverso l’attivazione del FEG per la formazione, la realizzazione dell’area fieristica, politiche per internazionalizzare il prodotto Civitonico, interventi per l’accesso al credito, con una stima approssimativa di circa 1,5 mln di euro disponibile tra conto capitale e spesa corrente.
Le organizzazioni sindacali valutano positivamente l’avvenuta convocazione da parte della Regione Lazio, esprimono apprezzamento per le risorse messe a disposizione che appaiono, comunque, ancora non adeguate per rispondere in modo efficace alla profonda crisi del distretto ed hanno insistito sulla necessità di approfondire le proposte avanzate attraverso l’avvio dei tavoli tecnici necessari, anche con il coinvolgimento del Ministero dello Sviluppo Economico.
Ulderico Marzioni
Segretario Generale Regionale Femca-Cisl
Luciano Camacci
Segretario Generale Provinciale Femca-Cisl