– C’è il sole, ma a Viterbo siamo ancora in emergenza neve.
Non solo per i cumuli di quella che fu neve e che oggi è un misto di rifiuti, terra e ghiaccio e che fa brutta mostra di sé in alcune piazze, ma sopratutto per i danni che il maltempo ha causato e causerà nei prossimi mesi a strade e piazza del capoluogo.
Se infatti il conto per riportare la situazione alla normalità per le casse comunali si ferma a 762mila euro, ben più salato è quello dei danni. Non ancora quantificati, ma ingenti.
L’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Muroni ipotizza qualcosa come tre milioni di euro per l’asfalto che con l’arrivo del caldo si sfalderà, i sampietrini che salteranno e il cemento eroso.
Se i quintali di sale sparsi durante e dopo i giorni delle abbondanti nevicate e i mezzi hanno evitato che la città si bloccasse del tutto, hanno come rovescio prodotto inevitabilmente danni.
Stamani il sindaco Giulio Marini e l’assessore Muroni hanno fatto il punto dopo le polemiche successive agli interventi dell’amministrazione e al balletto delle cifre del giorno dopo. Elencando mezzi e uomini scesi in campo.
“Un impegno imponente – spiega Marini – prendiamo ad esempio il mercoledì in cui abbiamo chiuso il centro per liberarlo, sono stati impegnati 45 mezzi”. A chi ha voluto criticare: “Siamo intervenuti per un evento straordinario con mezzi in affitto e disponibili che di solito non sono impiegati per la neve. Di fortuna. I prezzi per le ditte impiegate sono quelli della delibera 2008 che si rifà al tariffario regionale”.
Per i cumuli ancora presenti, invece, bisogna sperare che piova o che la temperatura aumenti.
“E’ una situazione delicata – sostiene Marini – perché entrano in campo fattori come polveri, rifiuti. Con lo scioglimento tutto si risolve”.
L’assessore Muroni ribadisce come le principali vie siano state velocemente liberate, mentre Marini precisa: “L’esercito ha lavorato in forma gratuita, nessun compenso è previsto e le polemiche durante le ore d’emergenza hanno fatto male a chi in quel momento stava operando”.
Chi in quest’emergenza, invece, si è sentito quasi a casa, sono gli operatori del Cev. “Come società siamo sempre in emergenza – spiega la liquidatrice Cinzia Marzoli – siamo abituati. Per noi le conseguenze del maltempo dureranno ancora molto, per i rifiuti dopo il ghiaccio che si è sciolto. Abbiamo potenziato la raccolta”.
Francigena è rimasta su strada facendo circolare i mezzi. Servizio garantito, ma a caro prezzo. Il conto del presidente Pierre di Toro è cinquantacinque mila euro tra danni dovuti all’emergenza neve, costi aggiuntivi, straordinari, rotture e mancati incassi.
L’emergenza fa paura e non solo per i soldi, che adesso si tenta di recuperare da qualche parte, con la dichiarazione dello stato di calamità naturale, dalla Regione o fondi comunitari.
C’è dell’altro. “E’ stata un’esperienza – spiega il sindaco Marini – personalmente traumatica. Ho incontrato l’ex primo cittadino Ascenzi e mi ha detto come nel 1985 a lui accadde la stessa cosa. Mi ha confortato.
Tuttavia dobbiamo lavorare sulle situazioni d’emergenza. Ci metteremo al lavoro su un progetto che comprenda qualsiasi tipo di evenienza, per essere preparati, sperando che non accada mai nulla”.
Intanto, pensando positivo, sulla nevicata il Comune ha pensato d’organizzare un concorso fotografico, visto il gran numero di viterbesi che in quei giorni hanno sfidato il fretto per immortalare la città imbiancata.
