Riceviamo e pubblichiamo – E’ l’ennesimo dramma della solitudine in carcere. Un uomo, apparentemente senza problemi, che partecipa a tutte le attività di socializzazione in carcere, e che decide di togliersi la vita, è la spia di un disagio forte, non manifestato, e proprio per questo ancor più difficile da prevenire. La tragica dimostrazione che in carcere, senza adeguati supporti psicologici aumenta il rischio suicidio.
Si tratta della quinta persona morta in un carcere del Lazio dall’inizio del 2012, dopo i quattro registrati a Roma lo scorso mese.
In carcere per reati sessuali, l’uomo doveva scontare una condanna con fine pena nel 2022. Mi è stato raccontato che era una persona sola, ma senza problemi apparenti senza legami con l’esterno se non quello con uno zio sacerdote da poco deceduto. In carcere, nella sezione precauzionale, praticava tutte le attività di socialità, compreso il Cineforum.
Ieri sera, alle 19, ha aspettato che il compagno di cella si allontanasse per impiccarsi, è successo tutto in pochi minuti.
Angiolo Marroni
Garante dei detenuti del Lazio
