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Furto di materiale edile, sgominata banda

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Una pattuglia dei carabinieri

– Furto di materiale edile, sgominata banda.

I carabinieri dell’aliquota radiomobile del Nucleo operativo radiomobile (Norm) di Viterbo, diretti dal maresciallo Taormina, hanno arrestato una banda di ladri di origine romena, specializzata nei colpi ai depositi di materiale edile.

Sabato notte sulla Cassia Sud, a Vetralla, i carabinieri hanno bloccato quattro uomini che tentavano di fuggire a bordo di un furgone, dopo che aver provato a svaligiare un deposito di materiali per l’edilizia.

I carabinieri, intervenuti dopo la segnalazione di un cittadino che aveva notato un buco nella recinzione di un capannone, sono riusciti a bloccare, dopo un inseguimento sulla Cassia, il furgone sul quale il gruppo aveva tentato la fuga.

I quattro, di età compresa tra i 20 e i 35 anni, tutti domiciliati al campo nomadi romano di via di Salone, con alle spalle precedenti per furto, prima di essere fermati dai carabinieri, erano riusciti a nascondere parte della refurtiva sotto un cavalcavia, forse nella speranza di poterlo recuperare in seguito, qualora fossero riusciti a fuggire.

I carabinieri, oltre ad arrestare l’intera banda per furto aggravato in concorso, hanno recuperato l’intera refurtiva, del valore di alcune migliaia di euro e consistente in attrezzatura elettrica da cantiere, arnesi da officina e materiale in ferro, restituendola al proprietario del deposito.

Questa mattina, il processo per direttissima al tribunale di Viterbo. Comparsi uno dopo l’altro davanti al giudice Gaetano Mautone, i quattro hanno ammesso di aver preso dei rottami in ferro e ottone, ma di averli poi lasciati a terra perché “ci avevano ripensato”. Un paio hanno detto di avere dei figli con gravi problemi di salute. Da qui, l’idea di venire in Italia “per fare soldi da portare poi a casa”. Argomenti che non sono bastati a convincere il giudice Mautone che ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di dimora a Roma con permanenza notturna dalle 21 alle 7.

Il loro avvocato difensore Rita Sermoneta ha, quindi, avanzato un’istanza di patteggiamento: un anno di reclusione e 400 euro di multa, che i quattro sconteranno solo a sentenza definitiva.


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