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“I sogni dei nostri figli sono la nostra responsabilità”

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Luigia Melaragni e Angelo Pieri

Luigia Melaragni e Angelo Pieri

La presentazione della campagna della Cna
La presentazione della campagna della Cna

– Cosa è che toglie il fiato alle imprese? La crisi economica e finanziaria, certo. Il credito negato. I ritardi nei pagamenti. Il merito calpestato. I lacci della burocrazia.

Ma soprattutto la mancanza di prospettive, la paura che le prossime generazioni non abbiano futuro. Se si vuole che il Paese torni a occupare il posto che merita, serve allora che all’imprenditoria diffusa sia restituita fiducia nella possibilità di guardare lontano.

Nella presentazione della campagna di comunicazione 2012 della Cna, ieri, nella sala del Cine Tuscia Village di Vitorchiano, con Roberto de Martini, direttore creativo della Nouvelle (l’agenzia che ha ideato la campagna), Angelo Pieri e Luigia Melaragni, rispettivamente presidente e segretaria dell’associazione provinciale, si è partiti da questo aspetto, che la crisi ha messo bene in luce: la crescita non può fare a meno dell’economia reale, del tessuto di piccole e piccolissime imprese che sostiene l’Italia.

“Il cambiamento – ha detto de Martini – esige volontà, innovazione, capacità di adattamento, coraggio, sguardo aperto verso il mondo, idee. Il pensiero è il nocciolo duro sul quale si gioca la ricrescita. Allo stesso tempo, per uscire dalla crisi, che è di sistema, dobbiamo saper reinterpretare e valorizzare la nostra ricchezza, costituita dai territori, dalla famiglia, dalle imprese, dall’essere, questo, un Paese operoso, creativo, unico”.

La campagna mette dunque al centro l’impresa produttrice di benessere, ponendo l’accento sul valore sociale che questa esprime in quanto si fa carico del futuro, sceglie l’assunzione di responsabilità. “I sogni dei nostri figli sono la nostra responsabilità”, è, infatti, l’architrave della comunicazione. E le immagini proposte sono quelle, bellissime, di quattro bambini: l’aviatore, la ricercatrice, il poeta, la sognatrice.

“Si interpreta con efficacia il sentiment degli imprenditori. Reagiamo alla crisi, continuiamo a batterci per un Paese più moderno affinché coloro che verranno non debbano vivere peggio di noi, senza speranza”, ha affermato Pieri, che ha poi sottolineato: “La nuova campagna rafforza il ruolo di Cna quale forza sociale”.

“Vogliamo comunicare i valori e le abilità formidabili dell’artigianato e della piccola e media impresa, ma anche la necessità che si crei un clima morale e ideale capace di generare fiducia”, ha osservato Melaragni, che ha anticipato un dato emerso dalla recente indagine congiunturale realizzata dalla Cna di Viterbo e del Lazio.

“Un dato da invertire. Ben il 70,6 per cento delle imprese della Tuscia intervistate ritiene che il peggio debba ancora arrivare, manifesta delusione e sfiducia. E’ compito di un’associazione di rappresentanza come la nostra cercare e dare le risposte alle domande di un’economia complessa e differenziata, aiutare le imprese a ritrovare fiducia nelle istituzioni. Troppo grande è stata, in questi anni, la distanza tra i cittadini e la politica. Noi lavoriamo per colmare questo distacco, ponendoci come forza sociale responsabile che guarda al futuro. Ma la politica deve ricordare sempre che non può essere autosufficiente e autoreferenziale”.

“Cna sa che oggi è necessario fare, scegliere, agire – ha evidenziato la segretaria provinciale – . Noi e le nostre imprese non rinunciamo”. “E per superare una crisi radicale – ha insistito de Martini – ci vogliono scelte e riforme radicali”.

Presenti all’evento l’assessore provinciale Francesco Simeone, il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, il presidente della Camera di Commercio, Ferindo Palombella, e quello della Commissione Provinciale per l’Artigianato, Luigi Cola, il vicedirettore del Cefas, Stefano Gasbarra, e il responsabile dello sportello di Bic Lazio, Giulio Curti.

In chiusura, il direttore creativo della Nouvelle ha illustrato il piano media della campagna, dagli spot sulle principali reti radiofoniche nazionali all’affissione esterna, dagli annunci stampa alla diffusione nelle grandi stazioni ferroviarie.


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