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“In risalto la componente cattolica…”

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Aldo Fabbrini dopo l'elezione

Pd, lo spoglio per l'elezione del presidente

Aldo Fabbrini

(g.f.)- Visto il precedente, mai dire mai, eppure per Aldo Fabbrini l’elezione di ieri sera dovrebbe essere quella buona. E’ lui il nuovo presidente del Partito democratico.

E’ servito il bis, dopo che la scorsa settimana non aveva raggiunto il 50% più uno dei votanti. Un disguido tecnico per il diretto interessato. Fabbrini ottiene l’80,2% con 129 voti su 167 votanti (219 gli aventi diritto). La volta scorsa erano stati 99 su 129.

La sfidante Cristiana Antonelli arriva a 32 preferenze contro le 29 precedenti. Una fase nuova nel Pd, secondo Fabbrini. “Finalmente si chiude la fase congressuale di un anno fa, una vicenda rimasta aperta. Sono soddisfatto, perché è stato dato risalto alla componente popolare e cattolica del partito che fino a oggi era rimasta fuori da ogni rappresentanza.

Vengo da un periodo fisicamente difficile per me e quindi ringrazio gli amici che mi hanno dato fiducia, Giuseppe Fioroni, Enrico Panunzi, mi hanno dato possibilità di rientrare politicamente a un ottimo livello”.

L’esito del voto, come da copione. “Tutto secondo le aspettative – spiega il neo eletto Aldo Fabbrini – un risultato atteso già dalla volta scorsa. E’ andato come da previsioni, nonostante sia un giorno lavorativo e nonostante il tipo d’invito”.

Uno dei primi punti su cui interverrà. “L’assemblea – continua Fabbrini – va convocata per lettera. Email o sms vanno inviati solo per ricordare. Non si convoca spesso e quando è convocata, va fatto con tutti i crismi.

Io avrei preferito farla svolgere di sabato, dando possibilità a tutti di partecipare. Da presidente sono situazioni che vanno riviste”. Una figura di garanzia. “Certo e spero di rappresentare equamente e bene tutti in modo istituzionale – osserva Fabbrini – chiaramente la politica va fatta e io la farò nel miglior modo possibile”.

Anche la segreteria è stata rivista, gli equilibri si sono modificati. “Tutte le parti emerse dal congresso sono rappresentate – prosegue Fabbrini – adesso c’è questa nuova frangia attorno a una candidatura regionale.

Non sappiamo se si tratti di una componente vera e propria o un momento di critica verso la non rappresentatività femminile, non sappiamo se sia vicina a Bachelet, perché ha ricevuto voti anche di altri componenti. Un certo dissenso è normale, in un partito che ha 220 membri in assemblea. E’ il 20%, visto che io ho ottenuto l’80%”.

Sull’esito del voto sette giorni fa: “Non abbiamo replicato – continua Fabbrini – alle accuse rivolteci. Non c’è stato fatto nulla di strano. Adesso il capitolo è chiuso, l’auspicio è che si faccia politica sul serio sul territorio, che il partito sia presente con una propria opinione, cosa che adesso tra spaccature e tutto spesso non si esprimeva”.

Un presidente provinciale popolare, un segretario bersaniano. Si lavora bene in un partito in questo modo? “Mi auguro di sì – conclude Fabbrini – non vedo perché non dovrebbe succedere.

Se abbiamo fatto questo accordo unitario, speriamo di farlo da oggi in poi anche nei fatti. Lavoriamo in questa direzione, farò vivere le ragioni dei popolari e dei cattolici che nel partito ci stanno a pieno titolo e debbono avere la loro rappresentanza, dicendo la loro nel tracciare la linea politica.

Speriamo di trovare unità anche sul da farsi, oltre che nei numeri e nei posti”.

Giuseppe Ferlicca


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