– Un anno e nove mesi con la condizionale.
E’ la condanna inflitta dal tribunale di Viterbo all’ex sindaco di Graffignano Fabrizio Marchini.
La sentenza è arrivata nel primo pomeriggio, dopo un’ora di camera di consiglio del gup Franca Marinelli.
Per l’ex primo cittadino, i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci avevano chiesto una condanna a due anni e otto mesi, nella requisitoria pronunciata ieri davanti al gup. Oggi toccava alla difesa, che ha invece chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste, dopo la richiesta di inutilizzabilità delle intercettazioni avanzata ieri e rigettata.
Telegrafico, l’avvocato di Marchini, Pietro Pesciaroli, all’uscita dall’aula. “Le sentenze non si commentano, semmai si rispettano e si impugnano”, ha dichiarato il legale, preannunciando il ricorso in appello.
Arrestato il 17 febbraio 2011 e giudicato con rito abbreviato, Marchini era accusato di concussione, tentata concussione, corruzione, peculato e due ipotesi di turbativa d’asta. Una riguardava l’appalto dei lavori di ristrutturazione alla scuola elementare Lo Gatto. L’altra relativa all’acquisto di due pickup da parte del Comune di Graffignano. Fatti risalenti agli anni 2007-2008, quando Marchini guidava la giunta. In entrambi i casi, per i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, le gare erano pilotate.
Il primo appalto, in particolare, se l’era aggiudicato la ditta di Domenico Chiavarino, dietro pagamento, per l’accusa, di una tangente a Marchini. I lavori sarebbero poi stati subappaltati a un’azienda di Montefiascone senza alcuna autorizzazione. Completata l’opera, la ditta è andata a batter cassa alla nuova amministrazione Santori, che, data l’irregolarità del subappalto, ha bloccato i pagamenti e intentato una causa civile.
L’inchiesta sull’ex sindaco nasce da una costola dell’indagine “Miniera d’oro”. Un’imponente fascicolo, aperto nel 2009, su cave e tangenti a Civitella d’Agliano, che fece finire in manette il sindaco Roberto Mancini e lo stesso imprenditore Domenico Chiavarino.
Il nome di Marchini sarebbe emerso in una delle oltre ottantacinquemila intercettazioni raccolte dalla Procura. Documenti dichiarati inutilizzabili al processo Miniera d’oro, ma che, di certo, hanno messo l’ex sindaco di Graffignano sotto la lente della magistratura.
In sette furono iscritti nel registro degli indagati, Marchini compreso. A giudizio finirono in quattro: oltre all’ex sindaco, Chiavarino, il titolare di un’officina ad Attigliano e il proprietario di una rivendita di moto.
Marchini fu il solo a chiedere il rito abbreviato. Da qui, l’esigenza di giudicarlo nel processo a parte conclusosi oggi. Per gli altri tre, l’udienza è fissata al 27 marzo.


