Riceviamo e pubblichiamo – Noi siamo indignati e ferocemente arrabbiati. Abbiate almeno il coraggio delle vostre azioni ed il pudore di venire a spiegare i danni che state arrecando.
Il 5 marzo la Asl di Viterbo ha trasmesso via fax ad una serie di istituzioni “per opportuno debito informativo” il riassetto del presidio ospedaliero di Acquapendente.
Richiamato il decreto della Polverini viene trasformato in una struttura denominata Cecad (struttura sanitaria non ospedaliera in senso classico ma di struttura distrettuale nelle quale è previsto un punto di primo intervento di tipo C).
Con un termine così complicato tanto da non far capire nulla alla gente comune, viene così respinta la richiesta territoriale di un qualcosa di primo livello capace di dare risposte a tutto il distretto privandola del diritto alla salute così come previsto dall’articolo 32 della Costituzione e dallo statuto regionale laddove si dice che la stessa “Opera per realizzare un sistema integrato di interventi di servizi e prevenzione, cura ed assistenza adeguato alle esigenze della popolazione e informato al principio del pino rispetto della dignità della persona e, in particolare, dei minori, degli anziani e dei disabili”.
La Polverini e il proprio entourage con la “decisione Cecad” non fatto altro che creare un danno economico e sociale a un territorio già disagiato e debole sotto tutti i profili, aumentare il disagio dei cittadini utenti in particolare anziani, aumentare il debito verso le regioni limitrofe.
Ma, quello che ci fa più male, è accorgersi che al momento di prendere questa decisione, i nostri rappresentati territoriali erano impegnati solo ed esclusivamente a garantirsi lauti compensi per il futuro vitalizio o a rubarsi la scena sulla stampa locale con auto elogi in una competizione effimera e di scarso interesse per i cittadini.
Visto infine che nella forma lo Statuto regionale sottolinea come la stessa “favorisce il concorso dei Comuni, delle Provincia e degli altri enti locali, in quanto istituzioni autonome rappresentative delle rispettive comunità, alla determinazione delle proprio scelte politiche e degli obiettivi generale della programmazione socio-economica territoriale” e, allo stesso tempo che la stessa “provvede alla formazione dei propri programmi assicurando la partecipazione degli enti locali acquisendo il contributo delle categorie interessate”, chi chiediamo quale valore sia stato attribuito alle istanze dell’amministrazione comunale, a quelle dei Comuni del territorio e agli emendamenti al piano provinciale apportato dalla Conferenza dei sindaci sulla sanità, alle numerose richieste di confronto sulle sorti del nostro ospedale e della sanità dell’intero territorio, sollecitazioni puntualmente e reiteratamente inascoltate”.
Partito democratico di Acquapendente
