Riceviamo e pubblichiamo – Il partito democratico è la mia casa, il progetto in cui mi riconosco, la forza politica cui sono orgoglioso di appartenere. Proprio questo amore mi impedisce di far finta di niente di fronte a ciò che non va.
Non ho mai pensato di abbandonarlo, nonostante difficoltà e delusioni, perché esso rappresenta l’unica forza che può regalare un futuro migliore alla nostra Italia. Intorno c’è il vuoto.
Non sono un “rottamatore” o un cultore del nuovo a tutti i costi. Non è l’anagrafe a classificare le persone ma il loro modo di pensare e di agire. Renzi sbaglia perché estremizza un problema e non centra il tema: nuovo e vecchio devono camminare insieme, servono entrambi. Chi pensa di far fuori l’uno o l’altro è un folle. E non è solo l’anagrafe a sancire il discrimine tra i due elementi.
Però qualcosa che non va c’è. L’assemblea provinciale Pd di qualche giorno fa ha fatto emergere aspetti poco rassicuranti.
Avevo chiesto al segretario provinciale Andrea Egidi, nell’ambito della riorganizzazione del partito da lui operata in quella sede, la creazione di un forum specifico su “diritti civili, pari opportunità e tutela delle minoranze” con lo scopo di favorire una discussione franca sugli ostacoli che anche nella nostra Provincia impediscono la piena realizzazione della persona nella società. Richiesta respinta.
I forum sono stati presentati e questo non c’era. La mia delusione è totale. Il partito democratico non può aver paura di affrontare tematiche scomode. E’ tabù parlare, ad esempio, di omosessualità nella nostra provincia? Di discriminazione? Io credo che anche lo fosse una forza democratica come la nostra debba avere il coraggio di farlo.
Inoltre non condivido le scelte operate per la creazione della segreteria. Guardiamo al trapassato remoto e ci basiamo ancora su logiche correntizie che non ci consentono un salto di qualità importante. Nel partito esistono diverse anime, e ci mancherebbe, ma se il modo in cui farle convivere deve essere il tema dominante dell’attività io non ci sto.
Equilibri, giochi, calcoli, spartizioni: basta. Se questo sacrifica la qualità, come reputo che avvenga, o la rappresentanza territoriale, non è più accettabile.
Il partito ha bisogno di utilizzare le sue risorse per discutere di lavoro, di impresa, di sviluppo economico, di famiglia, di diritti, di politiche occupazionali, di giovani. Bisogna spendere tutto il tempo per affrontare i problemi della gente, la gente comune, quella con i figli disoccupati, il potere d’acquisto dimezzato, il mutuo e le bollette da pagare, che non riesce a vivere.
Abbiamo il dovere di porre rimedio ai danni operati dal centrodestra e di aiutare i cittadini ad uscire da questa situazione di crisi. E per fare questo servono le persone migliori, indipendentemente da correnti o vecchie appartenenze: non è accettabile che i mal di pancia dei nostri riferimenti parlamentari condizionino il modo di fare politica nei territori.
Nella fase congressuale ho appoggiato Andrea Egidi, in modo convinto. E’ bene precisarlo. Il problema non è lui ma la mentalità dominante dell’ambiente. Io spero Egidi possa essere così forte da imporre un modo di fare politica diverso, che pian piano abbandoni logiche troppo stantive.
Modificare una mentalità per migliorare il partito. Non scegliere in base a etichette ma secondo criteri esclusivamente meritocratici e di qualità. Per ora tutto ciò manca. Questo scritto è uno sfogo che nasce da molto lontano e che si concretizza oggi attraverso qualche riflessione spontanea.
C’e’ molto da lavorare ma sono convinto che il Pd ce la farà. Le poche righe che ho scritto rappresentano il tentativo di aprire una discussione schietta e leale su ciò che non funziona, senza secondi fini. Perché il silenzio a volte può essere più ipocrita e dannoso di qualsiasi altra cosa.
Siamo una grande forza, i problemi è normale esistano. Abbiamo, ad ogni livello, le energie e le persone giuste per riuscire a fare bene. E ci riusciremo, per il bene dei cittadini e dell’Italia.
Angelo Zeppa
Membro dell’assemblea provinciale Pd
Consigliere comunale di Orte
