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Picchia la convivente e la figlia di 2 anni

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Si era rifugiata in un bar con la figlioletta in braccio per sfuggire al suo uomo, che la inseguiva ubriaco. Solo l’intervento dei carabinieri ha scongiurato il peggio.

Per lui, artigiano romeno 42enne, residente a Viterbo, sono scattate le manette domenica mattina per maltrattamenti in famiglia. L’uomo è accusato di aver ripetutamente alzato le mani sulla compagna, oltre a insultarla e offenderla.

Domenica mattina era rincasato all’alba, tra le proteste della convivente. Ne era scoppiata una violenta lite, terminata con la fuga della donna, uscita di casa in pigiama, scalza e con in braccio la bimba di 2 anni.

Entrambe presentavano segni di percosse, come raccontato stamattina in tribunale da uno dei carabinieri che hanno arrestato il 42enne. Madre e figlia sono finite all’ospedale Belcolle con ferite alla testa, refertate dai medici del pronto soccorso.

Lui si è difeso dicendo di essere stato picchiato a sua volta dalla donna e di averla chiamata “puttana” solo perché lei gli dava del “pedofilo”.

Non sarebbe, comunque, la prima volta che la signora si rivolge alle forze dell’ordine per placare il suo compagno. Secondo il carabiniere ascoltato in aula, quello di domenica mattina era almeno il quarto intervento dei militari del Norm di Viterbo in soccorso alla donna, che si aveva chiesto aiuto anche a un centro antiviolenza.

L’ultima denuncia risale al novembre 2011, per un altro pestaggio subito dalla signora. Ai precedenti, si aggiunge la testimonianza della padrona del bar in cui la donna si era rifugiata. Vicina di casa della coppia, la barista aveva spesso sentito provenire dall’appartamento urla, subito coperte dalla radio a tutto volume.

Una situazione che ha spinto il giudice Gaetano Mautone a convalidare l’arresto, eseguito dagli uomini coordinati dai marescialli Taormina e Failla, e a disporre l’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare e il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati da madre e figlia.

L’avvocato del 42enne ha chiesto i termini a difesa, per avere più tempo per elaborare la strategia difensiva. L’udienza è aggiornata al 16 marzo.


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