– Pubblico impiego, la Cisl si riconferma in testa.
Il segretario provinciale del sindacato Rosita Pelecca insieme ai responsabili per la scuola Mario Pietrella e per la funzione pubblica Mario Malerba commentano i dati delle elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie.
“Siamo orgogliosi – esordisce Rosita Pelecca – di esserci riconfermati di nuovo il primo sindacato nel pubblico impiego. Questo risultato ci rende soddisfatti del nostro lavoro, in particolare di quello degli attivisti e dei delegati nei vari settori, perché ci ricorda che siamo sempre un punto di riferimento per i lavoratori e ci dà un ulteriore slancio a migliorarci e a fare di più per loro”.
Secondo i risultati delle urne la Cisl ha ottenuto 1539 voti nella scuola ottenendo il 37,90% dei consensi, 1.092 nei comparti della funzione pubblica (che racchiude sanità, autonomie locali, ministeri, enti pubblici non economici e agenzie fiscali) e 81 all’università della Tuscia.
Numeri importanti soprattutto se si tiene conto del difficile momento economico-finanziario che si sta attraversando.
“Parlando di scuola – spiega Pietrella – non si può non ricordare quanto e come il settore sia stato “martoriato” negli ultimi anni. Dalla “cura” Tremonti a quella Monti i tagli sono notevoli. Il contratto è rimasto bloccato al 2009 e non si riapriranno trattative almeno fino al 2014. Tutto questo causa ovviamente sfiducia tra i lavoratori, eppure il risultato elettorale è positivo”.
Il settore scuola della Tuscia, inoltre, è stato interessato dal dimensionamento scolastico che ha causato non pochi sconvolgimenti agli istituti. “I plessi scolastici sono stati diminuiti da otto a sette – continua Pietrella – e, più in generale, i posti di lavoro persi in tre anni in seguito alla riforma Gelmini sono circa 700. I fondi sono ridotti all’osso e la situazione è drammatica. Speriamo, almeno, che per il prossimo anno scolastico non ci saranno ulteriori riduzioni. Già il mantenimento dei posti di quest’anno ci basterebbe e sarebbe una conquista”.
Nonostante la situazione di criticità i voti hanno riconfermato fiducia alla Cisl e alle tre sigle sindacali maggiori a discapito di quelle più piccole. Nella scuola, infatti, 1539 sono i voti per la Cisl, 668 per la Cgil e 1618 per la Uil. All’università, invece, si contano 81 voti per la Cisl, 68 per la Uil e 44 per la Cgil.
Forte vantaggio per la Cisl anche nei comparti della Funzione pubblica. “Abbiamo raccolto – spiega Mario Malerba – 1.092 voti e 79 seggi. La Cgil che ci segue al secondo posto si è accaparrata 964 voti e 65 seggi. Al terzo posto c’è poi la Uil con 919 voti e 38 seggi. Il dato credo che parli da solo. Temevamo una flessione importante dei votanti e invece non è stato così. Alle urne si sono presentati in moltissimi e le tre sigle principali, soprattutto la Cisl, hanno avuto delle riconferme”.
Da notare il caso della sanità. “La Fials – continua Malerba – ha ottenuto soltanto 344 voti e la perdita è notevole in particolare se si considera che si tratta di un sindacato che si occupa soltanto di questo settore. Mi preme sottolineare, infine, che è fallito il tentato “attacco” ai grandi sindacati da parte dei piccolissimi che ha visto un proliferare notevole di tantissime piccole liste. Leggendo i dati, infatti, la supremazia della triade e, in particolare, i molti consensi della Cisl, non sono stati scalfiti”.
Risultati, quindi, più che soddisfacenti per la Cisl nel pubblico impiego, che il segretario generale della Tuscia Rosita Pelecca legge più come una sfida che come un punto di arrivo.
“Voglio che passi chiaramente il messaggio – conclude Rosita Pelecca – che non si tratta di una competizione tra sigle sindacali. Aver ricevuto molti voti ci rende orgogliosi ma soprattutto ci dà la forza e l’imput a continuare a lavorare sia nelle trattative a livello nazionale con il governo, che nelle piccole battaglie di tutti i giorni con i lavoratori del nostro territorio. I voti sono solo il risultato di una buona gestione che, ci auguriamo, continuerà a portare frutti”.


