– “Rimpasto in giunta? Smentisco categoricamente”.
Secco no della presidente Renata Polverini su un cambio della compagine regionale, almeno secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa. Un’ipotesi tornata in pista dopo le vicende giudiziarie che coinvolgono l’assessora Angela Birindelli, inquisita per concorso in tentata estorsione e corruzione.
La presidente avrebbe escluso ipotesi di cambiamento negli assetti regionali.
E’ plausibile infatti che difficilmente, prima delle amministrative di maggio, la Polverini metterà in discussione gli equilibri di giunta.
Sostituire la Birindelli dalla compagine regionale aprirebbe un problema politico non indifferente perché l’assessore soddisfa due requisiti previsti dallo statuto, garantendo sia la rappresentanza provinciale che femminile.
Diversa, invece, la versione di ieri, domenica 25 marzo, del Corriere della Sera edizione romana che parlava di “un’accelerazione nei tempi del rimpasto”.
“Un colpo durissimo per Renata Polverini – si legge sulle pagine del quotidiano – che fino all’ultimo non voleva credere alle sue orecchie”.
Del rimpasto, secondo quanto riferito dal quotidiano, se ne parla da tempo e a ballare sarebbero Teodoro Buontempo entrato “in rotta di collisione con Francesco Storace. E ancora Fabiana Santini, Luca Malcotti, oltre alla stessa Birindelli”.
Il Corriere dava anche nomi di possibili sostituti: Gina Cetrone (Pdl di Latina) Francesco Saponaro, uno dei quattro separatisti della lista Polverini e lo stesso Battistoni.
“La governatrice – secondo quanto riportato dal Corriere – ieri (sabato, ndr) era scossa con il desiderio di riordinare le idee”.
Nell’articolo, il quotidiano ha anche ricostruito le travagliate vicende politiche dell’assessora Birindelli più volte messa in discussione. “Di sicuro – si legge nel pezzo – la poltrona dell’assessore all’Agricoltura e ingegnere all’Ater di Viterbo era già traballante. Prima per il caso dei lavori della scuola di Grotte di Castro finanziati dalla Regione, scoperto dal Corriere, poi per i 30mila euro spesi per i 110 manifesti”. Caso, quet’ultimo, tirato fuori da Tusciaweb.
“Secondo Radio Regione – si legge ancora -, quel giorno la Birindelli si dimise e la Polverini le disse di rimanere. Chissà che adesso le parti non si dicano invertite”, conclude l’articolo.

