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Santo Sepolcro, ad Acquapendente la copia più antica

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– “Il sacello della Cattedrale di Acquapendente sembra essere la più antica imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme in Europa”.

Questa è la straordinaria rivelazione scaturita domenica 11 marzo durante il convegno “Il sacello della Cattedrale di Acquapendente. Tra Canterbury e Roma la copia più antica del Santo Sepolcro” che si è tenuto proprio nella Cattedrale alla presenza di oltre 150 partecipanti.

Lo storico Mordechay Lewy, ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede, ha approfondito il tema dell’antichità del sacello aquesiano portando nuove testimonianze a favore della tesi che lo annovera come la copia più antica attualmente esistente.

Altri ospiti illustri hanno onorato Acquapendente con la loro presenza come Dan Bahat dell’Università di Toronto, archeologo e uno dei massimi esperti mondiali dei luoghi gerosolimitani, che ha parlato di “Storia della Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme”.

“Questa imitazione – conclude Mordechay Lewy nel suo intervento – potrebbe essere stata parte di una costruzione del 993, ispirata dall’abate Guarino da Cuxa, e sponsorizzata dal potente e pio Conte Ugo di Toscana”. Verrebbe così rivista la tradizione che vuole la costruzione della chiesa per volere della regina Matilde di Westfalia (895-968).

Il convegno, organizzato dalla Parrocchia del S. Sepolcro e dal Comune di Acquapendente, con il patrocinio della Diocesi di Viterbo, della Regione Lazio e della Provincia di Viterbo, rappresenta una tappa fondamentale per la storia religiosa della città, annoverando il sacello della Cattedrale come la copia più antica dell’originale Santo Sepolcro di Gerusalemme.

“Siamo onorati di poter ospitare un evento così importante – ha dichiarato il sindaco Alberto Bambini nei saluti di apertura –, e ringrazio i relatori per il loro prezioso contributo ed il pubblico così numeroso, a testimonianza dell’interesse suscitato da queste nuove teorie”.

La giornata di studi si è articolata in due momenti. La mattina, dopo i saluti del sindaco e del parroco Don Enrico Castauro, sono intervenuti Mordechay Lewy, Dan Bahat e Caterina Zannella della Regione Lazio che ha dissertato su “Le rotonde del Santo Sepolcro”.

Alle ore 12.30 il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli ha celebrato la Santa Messa. Dopo la pausa per il pranzo, offerto ai partecipanti nella suggestiva cornice del giardino del Palazzo Vescovile sede del Museo della Città, i lavori sono proseguiti con gli interventi di Renzo Chiovelli, della Sapienza Università di Roma, su “Un rebus architettonico; le fasi architettoniche della chiesa e del sacello del Santo Sepolcro in Acquapendente”; Sabina Carbonara Pompei, dell’Università degli Studi di Ferrara, su “La famiglia Prada nella cultura architettonica settecentesca dell’Alto Lazio”; Fernando Bilancia, del Centro di Studi per la Storia dell’architettura (Roma), su “La cattedrale di Acquapendente: gli interventi conseguenti al trasferimento della sede vescovile”. Ha chiuso i lavori Marina Anna Laura Mengali, della Sapienza Università di Roma, con l’intervento su “La ricostruzione post bellica della Cattedrale di Acquapendente: il restauro di liberazione di Vincenzo Fasolo tra ipotesi demolitorie e ripristinatorie”.

Durante il convegno è emersa la volontà di effettuare rilievi e indagini nella zona del sacello, per appurare alcune delle tesi emerse e trovare prove più solide di questa antichità.

Inoltre, questo è stato solo il primo di una serie di incontri che la Parrocchia ed il Comune intendono organizzare su questo tema; entro pochi mesi saranno pubblicati anche gli atti del convegno.


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