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Sì alle energie alternative, ma usate correttamente

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Giuseppe Parroncini

– “Il futuro di Tuscania tra energie alternative e difesa del territorio”: sì alle rinnovabili, no al loro uso distorto e alla distruzione del territorio. E’ quanto emerso al convegno organizzato nei giorni scorsi dal Pd su eolico e fotovoltaico ma non solo. Temi su cui la Regione Lazio deve intervenire, dotandosi di un piano energetico.

All’iniziativa sono intervenuti il consigliere comunale del Pd Serenella Pallottini, il coordinatore del circolo locale Luigi Pinacoli, l’ingegnere ambientale Giulia Arcangeli e il consigliere regionale del Pd Giuseppe Parroncini.

Nel corso del convegno l’attenzione si è focalizzate sulle varie tematiche di interesse del territorio e sulla presenza di impianti fotovoltaici, eolici e a biomasse. Tutti concordi nell’affermare che a Tuscania si è esagerato: qui c’è infatti una presenza molto più alta della media provinciale, cosa che va a danno soprattutto del paesaggio e delle attività agricole. E questo territorio ha una vocazione tutta agricola, ma anche turistica e culturale.

Negli ultimi anni, anche a causa dell’assenza di regole certe, lo sviluppo delle energie alternative è stato lasciato in mano ai privati e alle multinazionali. Senza alcuna pianificazione, che dovrebbe fare la Regione. C’è anche un’interrogazione presentata da Parroncini alla Polverini allo scopo di far dotare l’ente di un piano energetico, ma nessuna risposta. La Polverini ha anzi revocato le linee giuda approvate dalla precedente giunta e la Regione sul tema si è rifatta a quelle nazionali, che permettevano uno sviluppo abnorme.

“Occorre tornare a programmazione seria e corretta. Gli ultimi provvedimenti del governo – ha detto Parroncini – aiutano uno sviluppo più equilibrato, ma Provincia e Comune, che sono gli enti più vicini al territorio, devono poter vigilare”.

La Provincia è stata invitata a fare una riflessione seria sulle autorizzazioni concesse e sulle richieste in itinere per nuovi impianti, affinché il fenomeno di proliferazione incontrollata sia contenuto il più possibile. Per quanto riguarda infine la presenza dell’impianto di compostaggio – che ha provocato proteste per i cattivi odori – si è preso atto che in Provincia sta per concludersi la conferenza dei servizi per nuovo impianto tecnologicamente più avanzato: il Pd ha proposto che durante i lavori vengano ridotti sia i quantitativi lavorati, sia i codici cer, cioè quelli più dannosi dal punto di vista delle emissioni odorigene, e che dall’attività arrivino vantaggi economici per il Comune e la collettività.


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