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“Un bandito lo so’ sempre stato, ma me so’ sempre trattenuto…”

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Paolo Gianlorenzo

Viviana Tartaglini

Piero Camilli

Piero Camilli

Francesco Battistoni

– L’invettiva del giornalista Paolo Gianlorenzo contro Piero Camilli, nell’agosto 2011, così come riportata nella denuncia sporta contro di lui alla fine dell’anno scorso, da sei redattori e collaboratori dell’Opinione.

Il contesto in cui sarebbe stato pronunciato questo discorso è un’assemblea dei soci della cooperativa editoriale giornalisti e poligrafici, la stessa che pubblica il giornale. Gianlorenzo ne era socio, così come i sei colleghi che lo hanno denunciato.

Viviana Tartaglini, invece, indagata come lui per tentata estorsione, truffa e falso materiale, ne sarebbe stata il legale rappresentante.


Paolo Gianlorenzo: Abbiamo trovato gente che abbiamo aiutato e supportato che ce lo ha messo bellamente nel culo, come quel figlio di puttana. Spero che possa morire presto non di morte naturale, ma l’ammazzasse qualcuno, tipo Piero Camilli che è un bastardo, un truffatore che ha fottuto ai nostri editori 250mila euro.

Imparate a conoscere i nostri nemici. Battistoni è un nostro nemico, però bisogna sta equilibrati perché ce po fa’ male. Non possiamo prende i soldi delle pubblicità eventualmente dalla Regione. Piero Camilli è un bandito nostro nemico e se possiamo ammazzarlo, e se qualcuno c’ha la possibilità di trovare qualcuno per ammazzarlo, portatemelo a me. Se ci troviamo in questa situazione è perché il signor Piero Camilli c’ha truffato 200 mila euro.

Perché c’erano degli interessi ovviamente degli editori. Perché Caracciolo non è uno che c’ha messo 120 mila euro fino a oggi perché ci vuole bene. Che cazzo gliene frega.

Viviana Tartaglini: Ferdinando sì, Caracciolo no.

Paolo Gianlorenzo: Ferdinando ha messo de saccoccia sua e c’ha aiutato. Caracciolo non li volle mette perché l’impegno che aveva preso Camilli con Caracciolo di fare una centrale su a Grotte l’ha portato avanti, ha venduto i terreni, e la domestica, e la cugina, e la zia di Montalto, è venuto l’avvocato Enrico Verdicchi a fa’ i compromessi, ha venduto i terreni. Ieri, la conferenza dei servizi della Provincia: “Mi dispiace. Nun se po’ fa più niente. Fateme causa. Ho cambiato idea”. Però abbiamo scoperto perché ha cambiato idea. Ha cambiato idea perché giustamente ha trovato chi gli dà più soldi. Quindi fa un bruciatore delle carcasse degli agnelli che ammazza lì ad Acquapendente.

E io adesso, visto che lui s’è comportato così, che poi fondamentalmente un bandito lo so’ sempre stato ma me so’ sempre trattenuto, adesso gli vado a fare le pulci a Grosseto, dove a Grosseto si comporta come un bandito.

E se Piero Camilli non è mai diventato presidente della Viterbese è… Siccome la gente non ce vo’ annà più carcerata… non l’hanno fatto arrivare. Cose che invece a Grosseto gli consentono pe’ fa’ la serie B. Cominciamo a trovà tutto quello che c’è e cominciamo a vedè chi so’ i nostri nemici.

Ritorno a bomba sul discorso del Nuovo Corriere Viterbese. Se riesco… non so come fare… però ce devo provà. Se riesco a entrà in possesso di alcuni documenti, damo il colpo de grazia al Nuovo Corriere Viterbese. Colpo de grazia al Nuovo Corriere Viterbese perché Angelucci sta perdendo tra gli 80mila euro al mese. E’ al collasso. Siccome so’ al collasso serve il colpo di grazia. Quello è compito mio trovà i documenti per’ potè provà a dà il colpo de grazia.

Perché se riusciamo a dà il colpo de grazia a loro, improvvisamente io non dico che su 900 copie che vendono loro le pigliamo tutte e 900 noi, ma ne possiamo prende 200, 250, che sopra quei 240, 250 abbonamenti che andiamo a vende, so’ 500 copie, so’ 500 euro in più al giorno. Perché non dobbiamo rischià. Noi da morti de fame che siamo, possiamo diventà ricchi.


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