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Una slavina sui piani alti della politica

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Angela Birindelli

Angela Birindelli

Paolo Gianlorenzo

Viviana Tartaglini

Salgono a tre le persone coinvolte nella nuova inchiesta della Procura di Viterbo per tentata estorsione.

Dopo i giornalisti dell’Opinione Paolo Gianlorenzo e Viviana Tartaglini, inquisiti per tentata estorsione, truffa e falso materiale, sul registro degli indagati è finito anche un nome illustre: quello dell’assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli. Ieri in Regione la notizia si è diffusa in un batter d’occhio.

Il pm titolare del fascicolo, Massimiliano Siddi, le contesterebbe la tentata estorsione, in concorso con gli altri, e la corruzione. Accuse dalle quali la Birindelli si dice pronta a difendersi.

Lo ha annunciato nella tarda serata di ieri, con un comunicato inviato cinque ore dopo la notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta. Segno che l’assessore e il suo staff hanno meditato a lungo, prima di decidere il da farsi.

La Birindelli non nasconde di essere sotto la lente della magistratura. Anzi, lo conferma e si dichiara certa di dimostrare la sua estraneità alle accuse e “determinata a rappresentare all’autorità giudiziaria inquirente tutti i fatti relativi alla vicenda, al fine di definire il procedimento nel più breve tempo possibile”.

Nessun accenno, nel comunicato, alla possibilità di dimettersi, nonostante le gravi contestazioni mosse dalla Procura. Ad abbandonare il suo posto in giunta, l’assessore non ci pensa nemmeno.

Raggiunta telefonicamente ieri pomeriggio, ha risposto solo una volta, per poi attaccare subito, rimanendo irreperibile per tutta la giornata.

Gli inquirenti, intanto, continuano a lavorare a ritmi serrati su un’inchiesta che ha voglia di crescere, è già cresciuta e crescerà ancora. La valanga innescata dagli esposti e dalle denunce contro i due giornalisti dell’Opinione si è inaspettatamente estesa, in pochi giorni, fino agli scranni della giunta regionale.

C’è da aspettarsi, probabilmente, molto altro. La rapidità con cui la Procura si sta muovendo suggerisce che, forse, la rosa degli indagati è non è ancora completa e che a quelli attuali potrebbero presto aggiungersi molti altri nomi.


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