– E’ slittato al 2 maggio il processo con rito abbreviato a L.S., accusato di violenza sessuale su sette ragazzine.
La sentenza, per l’ex bidello e sedicente pranoterapeuta, sarebbe potuta arrivare anche ieri, all’ultima udienza fissata davanti al gup di Viterbo Salvatore Fanti. Ma il suo avvocato Giosuè Bruno Naso ha depositato un certificato medico per dimostrare che il suo cliente, malato, non poteva assistere alla seduta. Da qui, il rinvio a maggio.
Il più grave dei reati contestati a L.S. è quello di violenza sessuale. Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe fatto credere alle ragazze di possedere poteri magici. Poteva farle diventare più alte, magre, belle, ricaricarle di energia e allontanare da loro ogni male. Purché si fossero sottoposte ai suoi trattamenti estetici e terapeutici. Che, per i magistrati, equivalevano a palpeggiamenti, richieste di sesso orale e, a volte, rapporti sessuali completi.
Le violenze mascherate da massaggi sarebbero andate avanti dal 2002 al 2007. Con l’aggravante della giovanissima età delle ragazze e dell'”abuso di relazioni domestiche”, come si legge sul capo di imputazione. Due delle presunte vittime, infatti, erano le figlie della convivente di L.S. e, all’epoca dei fatti, dovevano ancora compiere una 14 e l’altra 16 anni.
Sull’imputato pendono anche le accuse di violenza privata e maltrattamenti in famiglia. La prima per aver minacciato la più grande delle figlie della sua ex per costringerla al silenzio: se avesse rivelato gli abusi, avrebbe ucciso tutta la sua famiglia.
La seconda, per i modi autoritari con cui l’uomo, secondo le indagini, si sarebbe rivolto tanto alla sua ex, quanto alle figlie.
