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“Avvelenata la vita democratica”

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Angela Birindelli

Angela Birindelli

Riceviamo e pubblichiamo – Abbiamo atteso alcuni giorni prima di esprimere la nostra posizione in merito alle vicende riguardanti l’assessore all’Agricoltura Angela Brindelli, indagata per tentata estorsione e corruzione in concorso con il giornalista viterbese Paolo Gianlorenzo perché, non è nostra abitudine commentare le iniziative giudiziarie nel rispetto sia del lavoro dei giudici, che della posizione degli indagati.

Quello che sembra però emergere a distanza di giorni, al di là dei risvolti penali della vicenda nei quali non entriamo, è un sistema e un intreccio di interessi fra amministratori della cosa pubblica e informazione, che non può non avere rilevanza e conseguenze politiche.

Alla luce delle notizie diffuse, siamo di fronte da una parte, a un giornalismo che ha abbandonato il ruolo di “mastino della democrazia” per cedere alla tentazione del dossieraggio e che ci auguriamo non sia frutto di un’aggressione mediatica per conto terzi, nessuno escluso; dall’altra, a un modo di fare politica che, anziché guardare alle necessità dei cittadini, si concentra su battaglie tese a distruggere l’avversario di turno.

Queste questioni non possono essere derubricate esclusivamente a manifestazione di una faida interna al Pdl viterbese che, com’è evidente a tutti, ha perso da tempo la capacità di elaborare e attuare una proposta di rilancio di questi territori.

In realtà siamo dentro una fase di degrado preoccupante dell’agire politico che non può rimanere senza conseguenze.

Tutto ciò, al di la delle vicende giudiziarie, contribuisce ad avvelenare e a indebolire, oltre che degradare, la vita democratica viterbese.

Infatti, l’assessore Birindelli, non rappresenta solo il Pdl o una sua corrente, ma tutti i cittadini del Lazio e in particolare, quelli della Tuscia, ai quali non è assolutamente indifferente come l’assessore all’Agricoltura, gestisca le poche risorse pubbliche destinate a un settore vitale per la nostra terra, seppur attraversato da una profonda crisi.

Allo stesso modo, non può essere irrilevante il comportamento tenuto dal presidente della Regione che, di fronte a una situazione come quella che sta emergendo, avrebbe per mezzo del suo capo gabinetto, prima declinato la proposta avanzatale di utilizzare il materiale messole a disposizione e poi, in un secondo tempo, annunciato semplicemente di non essere a conoscenza del “dossier”.

Anche in questo caso, facciamo notare le “difficoltà politiche” della Polverini che gravano quotidianamente sulle spalle dei cittadini del Lazio, e che non possono in alcun modo giustificare l’assoluta mancanza di alcuna iniziativa politica e un silenzio realmente assordante (e preoccupante) che non condividiamo nel modo più assoluto.

Pensiamo che i rappresentanti viterbesi alla Regione debbano sentire l’esigenza di fare uno scatto di orgoglio e di intraprendere tutte le iniziative politiche utili a far si che questa Provincia, già tanto bistrattata, non debba subire ulteriori mortificazioni. Abbiamo apprezzato le recenti prese di posizione delle opposizioni in consiglio dopo giorni di silenzio che rischiava di essere incomprensibile.

Per parte nostra proveremo a fare tutto il possibile per non rimanere immobili di fronte a una vicenda che getta ulteriore discredito nei confronti del sistema politico e che indebolisce la democrazia rappresentativa anche nella Tuscia.

Segreteria provinciale Pd


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