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Ciclista travolto e ucciso, a novembre l’udienza

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Vincenzo Ventura l'uomo fermato per la morte del ciclista Massimo Faccenda

L'arresto di Vincenzo Ventura

Vincenzo Ventura al termine dell'interrogatorio col pm Paola Conti

Massimo Faccenda

Massimo Faccenda

Il pm Paola Conti

Il pm Paola Conti

L'avvocato Paolo Delle Monache

L'avvocato di Ventura Paolo Delle Monache

L'avvocato Luca Chiodi

L'avvocato della famiglia Faccenda Luca Chiodi

Ciclista travolto e ucciso, tra sette mesi l’udienza.

E’ stata fissata al 2 novembre l’udienza per Vincenzo Ventura, l’autotrasportatore accusato di aver falciato il ciclista 53enne Massimo Faccenda il primo ottobre scorso, sulla superstrada Viterbo-Orte.

Ventura, 63enne di Fonte Nuova (Roma), aveva chiesto a febbraio di patteggiare due anni e sei mesi. L’istanza, avanzata dai suoi legali Paolo Delle Monache e Sergio Nesci, era stata accolta dal pm Paola Conti.

Valutare la congruità dei termini del patteggiamento spetterà, ora, al gip Salvatore Fanti che si pronuncerà in merito all’udienza del 2 novembre.

“Non ci resta che attendere il parere del giudice – afferma il difensore di Ventura, Paolo Delle Monache, anche a nome del collega Nesci -. Il primo pensiero del nostro assistito, nel sapere che l’udienza era stata fissata, è andato, come sempre, a Faccenda e alla sua famiglia”.

Ventura è accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso.

Era alla guida del furgone della ditta per cui trasportava medicinali quando, alle 14,20 del primo ottobre 2011, investì il ciclista Massimo Faccenda.

L’uomo finì in un dirupo sottostante. Arrivò in condizioni gravissime a Belcolle, morendo poche ore dopo il trasporto in ospedale.

Per due giorni fu caccia al pirata della strada che lo aveva travolto senza soccorrerlo. Alla fine, grazie alla perfetta sinergia tra polizia e carabinieri, coordinati dal pm Paola Conti, gli investigatori hanno rintracciato Ventura, che ha poi ammesso di essere probabilmente stanco mentre guidava, tanto da non accorgersi di aver falciato Faccenda. L’autotrasportatore pensava di aver urtato contro un palo della luce.

 


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