![]() Giuseppe Parroncini |
– “Nel pieno della crisi, la Regione Lazio si permette il lusso di non far arrivare alle imprese di Civita Castellana i fondi Por-Fesr 2007-2013 di un bando risalente al 2009. Sono due anni che aspettano il saldo degli 8,5 milioni di euro a disposizione”. Quello che riguarda il distretto ceramico è solo uno degli aspetti che il consigliere regionale del Pd, Giuseppe Parroncini, mette in risalto alla luce del consiglio straordinario sulla crisi, svoltosi oggi alla Pisana.
“Finalmente – dice Parroncini –siamo riusciti a discutere di un tema fondamentale, proprio nel giorno in cui a Roma si svolge SilenziosaMENTE, la manifestazione che vede insieme imprese e lavoratori. Eppure l’opposizione e la commissione Attività produttive il consiglio lo avevano chiesto quasi sei mesi fa. La crisi è drammatica, ma dalla Regione non si fa altro che perdere tempo”.
Mentre infatti c’è chi per la disperazione si toglie la vita, sono tanti gli aspetti su cui si potrebbe intervenire. E subito. “La legge regionale per l’internazionalizzazione – continua Parroncini – è stata completamente azzerata. Pensiamo alla crisi dei sanitari a Civita Castellana: si aprono nuovi mercati come quelli di Cina, Brasile o Russia, ma se mancano i fondi per presentarsi come si fa a competere all’estero?”.
Restando a Civita Castellana, c’è un fatto ancora più grave, la cui responsabilità è interamente della Regione. “Nel 2009 è uscito un bando per l’innovazione tecnologica e l’efficienza energetica: degli 8,5 milioni di fondi Por-Fesr 2007-2013, che ne metterebbero in moto altri 15, è stato dato solo l’anticipo. Le imprese aspettano il saldo da ben due anni, intanto però il danno è enorme perché gli investimenti sono stati già fatti”.
La mancanza di liquidità? Si latita pure qui. “Un punto cruciale – spiega Parroncini – riguarda la difficoltà di accesso al credito. In questo quadro, il sistema di garanzia dei Confidi diventa centrale. Eppure la Regione ha dei fondi che però ancora deve impiegare, così come quelli per il fondo rotativo per pmi e artigianato, pari a 25 milioni di euro. Bisogna inoltre accelerare sui bandi sulla legge 10 per il sostegno all’artigianato: quelli delle annualità 2010 e 2011 non sono stati neanche fatti. Non si rendono conto della gravità della situazione”.
I dati sulla crisi intanto sono preoccupanti. “C’è uno stallo dell’edilizia e nelle opere pubbliche, con la caduta del numero degli appalti, su cui la Regione ha messo lo zampino riducendo drasticamente i finanziamenti ai Comuni. Le famiglie non riescono più a risparmiare. Il punto di maggiore sofferenza per le imprese è però il ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione, squisitamente di competenza regionale.
Serve uno sforzo per accorciare i tempi, anche perché nel 2013 non si potranno sforare i 30 giorni, come imposto dall’Ue. Intanto sono migliaia le aziende che stanno chiudendo: la giunta Polverini batta un colpo – conclude Parroncini – e metta in campo tutti gli strumenti possibili per contrastare la crisi”.
