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Ferento, il comune lancia una sottoscrizione pubblica

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Ferento abbandonata - Fabio, Mingo con Contardo

Ferento abbandonata - Fabio e Mingo con Contardo

Riceviamo e pubblichiamo- Sono passati un paio di mesi da quando Fabio e Mingo di Striscia la notizia sono venuti a Viterbo per vedere lo stato del sito archeologico di Ferento e di seguito in Comune a chiedere spiegazioni.

L’altro ieri è stato trasmesso un servizio dove alcune parti, a parer mio fondamentali, sono state tagliate, lasciando solo la parte finale del mio intervento (il servizio di Striscia).

Spiegavo infatti agli inviati di Striscia che l’area archeologica e l’anfiteatro non sono nelle disponibilità dell’amministrazione Comunale di Viterbo, sorgono infatti in proprietà privata; sono sotto la tutela della sovrintendenza per i beni archeologici dell’Etruria Meridionale, che deve curarne il mantenimento, la pulizia, l’apertura al pubblico.

La gestione culturale dell’anfiteatro è compito della Provincia. La gestione dell’area dedicata agli scavi archeologici è stata affidata con una convenzione alla ex facoltà di Beni Culturali dell’Università degli Studi della Tuscia; la strada di accesso è Provinciale.

Detto questo era evidente che l’ interlocutore non era quello giusto, il comune non può intervenire economicamente in aree private, non spetta e non è mai spettato al Comune la cura e la pulizia di Ferento.

Spiegavo a Fabio e Mingo che comunque ci saremmo adoperati per far inserire l’area di Ferento in un bando relativo ai beni culturali che la Regione stava preparando e che avremmo sollecitato gli enti preposti affinché per l’estate il sito fosse pulito.

Non mi sarei aspettato questi tagli al mio intervento, tagli che hanno determinato, a livello nazionale,la falsa certezza che la responsabilità dello stato di degrado dell’area sia del Comune.

Comunque, come assessore alla Cultura, voglio assolutamente impegnarmi per Ferento, così come la convenzione con l’ateneo parte da una mia iniziativa, ora voglio dare un contributo affinché questa zona archeologica sia pulita e fruibile in tempi brevi.

Per sistemare il sito, le recinzioni, pulire il tutto, servono per il primo anno almeno 50mila euro, in seguito per il mantenimento e le pulizie annuali almeno 30mila euro.

L’asssesorato alla Cultura si fa oggi promotore dell’iniziativa “60 giorni per salvare Ferento” una raccolta fondi pubblica.

Inoltre a metà maggio daremo vita ad una due giorni di pulizie nell’area,insieme ai volontari che si presenteranno, ovviamente se autorizzati dalla sovrintendenza e seguiti dai docenti dell’università.

Alla fine della sottoscrizione renderemo pubblici nomi ed importi dei sottoscrittori e le somme raccolte verranno destinate ai lavori necessari che saranno indicati dalla sovrintendenza stessa.

Agli enti, alle imprese, alle associazioni di categoria, ai cittadini, chiedo di intervenire con un contributo, alle associazioni che si occupano di archeologia chiedo di sposare il progetto ed intervenire con i loro associati alla raccolta fondi e alle giornate dedicate alla pulizia, alla stampa chiedo di contribuire all’iniziativa mettendo a disposizione gratuitamente degli spazi o dei banner che per due mesi promuovano la raccolta fondi.

Nei prossimi giorni pubblicherà i riferimenti bancari per “60 giorni per salvare Ferento”, intanto chi volesse aderire all’iniziativa lo potrà fare pubblicamente tramite stampa o privatamente scrivendo a: assessorecontardo@comune.viterbo.it.

Vediamo se alle tante parole dette e scritte su Ferento seguiranno i fatti.

Cordiali saluti.

Enrico Maria Contardo

Assessore alla Cultura


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