![]() Giuseppe Fioroni |
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– Ah, i social network!
Prima Facebook e adesso Twitter, una febbre che si propaga sempre più velocemente.
E sembra non risparmiare proprio nessuno: gente comune, scrittori, giornalisti, soubrette, presentatori e… politici.
E proprio lì, scorrendo la lista di persone da seguire, si incappa in una nuova leva del mondo social: Giuseppe Fioroni, alias @egidiodaviterbo.
Nickname importante. Egidio da Viterbo è stato un filosofo, umanista e cardinale italiano dell’ordine degli agostiniani. Non a caso proprio Sant’Agostino è il filosofo preferito dall’ex ministro.
Entrato a far parte dei cinguettii virtuali da soli pochi giorni, Fioroni è per il momento fermo a soli 20 tweet, 60 follower e 15 following, ma la febbre è destinata a crescere.
“Mi piace Twitter perché mi distende” avrebbe detto giocherellando con il suo iPad.
Voci indiscrete giurano di averlo visto in difficoltà, sembra che ormai non riesca più nemmeno a fare un discorso per intero senza avere la voglia e la curiosità di dare un’occhiatina al suo profilo.
“E chissà chi seguirà Fioroni su Twitter?” si chiederanno i più. Facile. Tra i politici spiccano Dario Franceschini, Pier Luigi Bersani, Walter Veltroni, Francesco Rutelli, Giovanna Melandri e anche un inaspettato Renato Brunetta.
Nei suoi tweet parla di tutto, dalla politica italiana a quella internazionale, soffermandosi in particolar modo sulle elezioni in Francia, fino ad arrivare al suo viaggio in Sicilia.
“@egidiodaviterbo è sbarcato pure su twitter oltre che in Sicilia. Mi sia consentito dire che senza dieta lo Stretto col cavolo che lo passava” ironizza una giornalista, blogger e follower di Fioroni.
E la risposta di “Egidio” non tarda ad arrivare. “Certo che fatico a tenere la dieta qui… che sacrifici per il Pd”.
Per poi fare una piccola riflessione sulla festa della Liberazione mostrando una certa dimestichezza anche con gli ashtag, particolare funzione che caratterizza Twitter. “Certo che la Rai nn abbia seguito in diretta il #25aprile nn e’ una bella cosa giornata di tutti se tutti la celebriamo e ricordiamo”.
Elisa Cappelli


